Olocausto
(foto Sören Brandes Memoriale di Neuengamme)

È stato estradato dagli Stati Uniti in Germania il 95enne Friedrich Karl Berger, che fu guardia nel campo di concentramento di Neuengamme, in un sobborgo di Amburgo. Secondo le stime circa 42 mila 900 furono uccise nel campo. In origine fu destinato agli oppositori politici del nazismo. Dal 1937 vi furono internati anche ebrei, sinti e rom, omosessuali, testimoni di Geova, “asociali” e prigionieri russi, polacchi e olandesi. Berger, negli Usa dal 1959, prestò servizio nel sottocampo di Meppen. Alla fine di marzo 1945, mentre le forze alleate britanniche e canadesi avanzavano, i nazisti trasferirono i prigionieri in una marcia in condizioni disumane verso il campo principale. Lungo il percorso morirono in almeno settanta.

Norimberga

Nel processo del novembre scorso davanti al Board of Immigration Appeals di Memphis nel Tennessee, Berger ha ammesso di “non aver mai chiesto un trasferimento dal servizio di guardia armata” e di aver continuato a ricevere una pensione tedesca, comprendente anche “il suo servizio in tempo di guerra”. La decisione dell’espulsione dagli Stati Uniti è stata adottata sulla base dell’emendamento Holtzman del 1978 all’Immigration and Nationality Act, che permette l’espulsione dagli Usa dei criminali nazisti. “L’estradizione di Berger – ha detto il procuratore generale pro tempore, Monty Wilkinson – dimostra l’impegno del Dipartimento di Giustizia a garantire che gli Stati Uniti non siano un rifugio sicuro per coloro che hanno partecipato ai crimini nazisti contro l’umanità. Nell’anno in cui si celebra il 75esimo anniversario del processo di Norimberga, questo caso mostra come il trascorrere anche di molti decenni non ci scoraggi dal perseguire la giustizia per conto delle vittime dei crimini nazisti”.

Atrocità

Il direttore del U.S. Immigration and Customs Enforcement (ICE), Tae Johnson, ha sottolineato: “Ci impegniamo a garantire che gli Stati Uniti non fungano da rifugio per i violatori dei diritti umani e per i criminali di guerra. Questo caso esemplifica la dedizione costante per dare una caccia incessante a coloro che hanno partecipato a una delle più grandi atrocità della storia. Non importa quanto tempo ci voglia”. L’ex guardia nazista è stata trasferita con un aereo per trasporto sanitario all’aeroporto di Francoforte, dove erano ad attenderlo funzionari di polizia del Land dell’Assia. Tuttavia, Berger non sarebbe sotto custodia. L’anno scorso infatti i pubblici ministeri della città di Celle, in Bassa Sassonia, avevano deciso di abbandonare per mancanza di prove l’indagine per complicità in omicidio. Secondo gli inquirenti le prove “non avevano collegato l’uomo a un atto concreto di uccisione”. Di qui la molto singolare interpretazione secondo cui ammettere di aver fatto la guardia ai prigionieri non significa aver partecipato direttamente a uccisioni. A questo punto non è chiaro se ci sarà o meno un processo a carico di Berger in Germania.

Favoreggiamento

Una situazione che getta più di un’ombra. Proprio a inizio di questo mese una 95enne, Irmgard F. (la legge tedesca non consente di pubblicare il nome completo degli imputati) è stata accusata da un tribunale tedesco di favoreggiamento in omicidio di massa in relazione a “più di 10.000 casi”. Il suo ruolo era quello di segretaria del comandante SS del campo di Stutthof, nei pressi di Danzica. Sempre a febbraio un carceriere nazista centenario è stato accusato di essere complice in 3.518 omicidi commessi mentre era una guardia nel campo di concentramento di Sachsenhausen, uno dei più grandi in Germania nei pressi di Berlino.

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