Di Maio missioni
(foto da account FB L. Di Maio)

Rendez-vous con l’America per il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Il responsabile della Farnesina lunedì 12 e martedì 13 aprile sarà negli Stati Uniti in visita ufficiale. La prima in assoluto di un ministro degli Esteri a Washington per colloqui con la nuova amministrazione del presidente, Joe Biden. Di Maio incontrerà il segretario di Stato, Antony Blinken, “per riaffermare – afferma in un tweet – la forte amicizia tra Italia e Stati Uniti”. In agenda anche un appuntamento con la speaker della Camera dei Rappresentanti, Nancy Pelosi, e la partecipazione ad un evento celebrativo dei 160 anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e USA.

Fauci

Previsto un colloquio con il virologo Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergies and Infectious Diseases. Poi incontri con esponenti di importanti think tank statunitensi. Di Maio renderà omaggio la salma dell’agente della Us Capitol Police, William Evans, travolto e ucciso da un auto lo scorso 2 aprile, mentre prestava servizio davanti alla sede del Congresso. Confermato alla Farnesina anche nel governo guidato da Mario Draghi, l’ex capo politico del Movimento 5stelle è impegnato sia sul fronte delle missioni internazionali sia su quello della responsabilità politica in Italia nella lotta alla pandemia e per rimettere in moto l’economia.

Export

“L’approvazione del Decreto Sostegni da 32 miliardi – ha detto recentemente l’esponente pentastellato – si può considerare un primo passo, ma da solo non può bastare. Dobbiamo lavorare subito a un nuovo decreto che aiuti le piccole e medie imprese”. Al ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha aggiunto, “stiamo facendo la nostra parte, continuando a lavorare al Patto per l’export”. Dopo i 4,2 miliardi di euro già stanziati per aumentare le esportazioni del ‘made in Italy’, “dobbiamo riuscire ad attrarre nuovi capitali. Questa è la nostra missione. Questo continueremo a fare, senza fermarci”.

No slogan

Di Maio, oltre alla scelta filo-atlantica sostenuta da Draghi, sembra aver adottato anche un profilo di lavoro in linea con quello del premier: “I problemi per essere realmente risolti – ha detto in occasione di una recente missione a Bamako in Mali, per fermare i flussi migratori irregolari e contrastare i trafficanti di esseri umani – vanno affrontati”. E ci sono due strade: “Quella degli slogan, che non porta da nessuna parte, e quella del lavoro silenzioso, che sul lungo termine produce risultati stabili”. Di Maio sottolinea di aver “scelto di seguire la seconda strada, perché vogliamo lasciare alle future generazioni un Paese migliore”.