Eutanasia Associazione
(foto Alberto Biscalchin da flickr)

Parlamento bloccato dalla destra e non solo. Sull’eutanasia legale l’Associazione Luca Coscioni ha deciso di rompere gli indugi. Depositata in Cassazione la richiesta di referendum per abrogare parzialmente l’articolo 579 del Codice penale, sul cosiddetto omicidio del consenziente. La raccolta delle 500 mila firme necessarie per convocare la consultazione popolare si svolgerà dal 1° luglio al 30 settembre prossimi. Per il Comitato del referendum presenti tra gli altri Filomena Gallo, Mina Welby e Marco Cappato. Con loro i famigliari di quanti hanno vissuto il dramma del proibizionismo sulle scelte di fine vita da Valeria Imbrugno, compagna di Fabiano Antoniani “Dj Fabo”, ai genitori e alla sorella di Coscioni.

Costituzionale

A seguito delle battaglie dell’Associazione sul fine vita, la Corte costituzionale aveva dato alle Camere nel 2018 un anno di tempo per colmare il vulnus normativo. Trascorso ancora una volta inutilmente il termine, i giudici della Consulta con la sentenza 242 del 22 novembre 2019 hanno definito le condizioni di non punibilità per l’aiuto al suicidio. Secondo la Corte, lo Stato tutela il diritto alla morte naturale e punisce coloro che violano tale diritto, eccetto quando ricorrano precisi requisiti. Il proposito di suicidio deve essersi autonomamente e liberamente in una persona affetta da una patologia irreversibile e tenuta in vita da trattamenti di sostegno medico, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli. È inoltre necessario che le modalità di esecuzione siano state verificate “da una struttura pubblica del Servizio sanitario nazionale, previo parere del comitato etico territorialmente competente”.

Attiva

La sentenza continua a escludere l’eutanasia attiva, che resta un reato secondo l’articolo 579 del Codice penale, “Omicidio del consenziente”. Con il referendum si intende da un lato distinguere l’aiuto al suicidio e dall’altro depenalizzare l’eutanasia. “I malati – ha detto Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Coscioni – chiedono di veder affermata la priorità della libertà, non c’è più tempo. Sono passati 15 anni e non si è fatto nulla, nonostante una proposta di legge di iniziativa popolare che giace in Parlamento dal 2013″. Per il tesoriere dell’Associazione, Marco Cappato: “È arrivato il momento di far decidere ai cittadini su un tema che i politici si sono rifiutati di affrontare. Se non si interviene ora con il referendum, il problema sarà spazzato sotto il tappeto ancora per molti anni. Non lo vogliamo permettere, per rispetto alle troppe persone costrette a subire condizioni di sofferenza insopportabile”.

Infoline

Chiunque voglia attivarsi come volontario o come autenticatore delle firme può dare la propria disponibilità a coordinamento@eutanasialegale.it o collegandosi sul sito del Referendum. All’iniziativa referendaria hanno annunciato la propria adesione Radicali Italiani, Partito Socialista Italiano, Eumans, Volt, +Europa, Possibile. Sul tema del fine vita, l’Associazione Luca Coscioni ha anche lanciato il “Numero Bianco” 06 9931 3409. Si tratta della prima infoline nazionale gratuita sui diritti nei momenti della malattia, con particolare attenzione al fine vita.