Covid varianti
(foto Wilfried Pohnke da Pixabay)

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha cambiato il nome delle varianti per non farle identificare con i paesi di origine. Così la variante Alpha (prima nota come “inglese”) è arrivata da Londra in Alaska e fino in Messico

La variante Alpha del coronavirus è quella individuata per la prima volta in Gran Bretagna ed è diventata rapidamente la dominante. Si è spostata sul continente e negli Stati Uniti. È sicuramente più aggressiva del ‘normale’ virus. Ma come agisce sul corpo umano e perché? Un nuovo studio dell’University College di Londra indica il segreto del suo “successo”. Alpha disabilita la prima linea di difesa immunitaria, dando alla variante più tempo per moltiplicarsi e silenziando temporaneamente i campanelli d’allarme del sistema immunitario.

Diffusione

I virologi dell’University College di Londra hanno coltivato il coronavirus nelle cellule polmonari umane. Confrontando le cellule infettate con Alpha con quelle precedenti hanno scoperto che producono meno interferone, una proteina che attiva una serie di difese immunitarie. Gli scienziati ipotizzano che quando si verifica la risposta immunitaria ritardata, le persone infette da Alpha hanno una reazione più robusta. Tossendo e spargendo muco carico di virus non solo dalla bocca, ma anche dal naso, i malati di Covid-19 affetti da questa variante la rendono più facilmente trasmissibile.

Alaska

Ad aprile 2021 la variante Alpha è diventata la più comune anche negli Stati Uniti. Un ceppo è arrivato fino al delta dello Yukon-Kuskokwim in Alaska. Il Dipartimento della sanità dell’Alaska ha confermato la presenza di almeno due casi della variante Covid-19 Alpha in due villaggi della regione. Il ceppo Alpha è anche chiamato in linguaggio scientifico B.1.1.7, precedentemente noto come variante o inglese. Questo prima che l’OMS, a partire dalla scorsa settimana, iniziasse a etichettare nuove varianti con le lettere greche. Si vuole evitare di stigmatizzare le nazioni dove i ceppi sono stati rilevati per la prima volta. Attualmente, l’OMS ha nominato quattro principali varianti che destano maggiore preoccupazione.

Messico

Secondo il Dipartimento della Salute dello Yukon (YKHC), la variante Alpha è sia più aggressiva che contagiosa. È già il ceppo dominante negli Stati Uniti. YKHC ha affermato che il 48% della popolazione totale dell’area è stato vaccinato contro il Covid-19 e che i vaccini sono tutti altamente efficaci contro il nuovo ceppo. In Messico in questi giorni è stata identificata per la prima volta una variante simile a quella Alpha. Un gruppo di ricerca del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna ha esaminato oltre un milione di campioni delle sequenze del genoma del Covid. La nuova variante deve ancora essere nominata nel sistema dell’OMS. Tuttavia, gli scienziati di Bologna sono “allarmati” dalla velocità di trasmissione. Ritengono che la nuova variante sia responsabile del 52,8% dei casi in Messico.

Mutazioni

Gira in Messico e negli Stati Uniti, ma è presente anche in Germania, Svezia e Svizzera. Meno presente in Italia, che ha solo quattro casi registrati. Sembra che questa variante abbia come target entrambi i sessi e tutte le fasce d’età. La mutazione che la modella è localizzata in una regione della proteina Spike, che è responsabile dell’interazione con il recettore umano ACE2. Mutazioni simili sono comuni a tutte le varianti al centro degli studi scientifici sul coronavirus negli ultimi mesi.

Pericolosità

Federico Manuel Giorgi, coordinatore dello studio e docente presso il Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna, ha dichiarato: “Questa variante si sta diffondendo sempre più nel Nord America e, in particolare, in Messico. Ad oggi la variante copre più del 50% dei casi in quest’area”. Gli scienziati ritengono che sarà necessario agire rapidamente, per evitare che alimenti nuovi ricoveri e decessi a livello globale.

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