caldo
(immagine da profilo Twitter BBC Weather)

Riscaldamento globale e clima impazzito. Il Canada, icona delle distese innevate e degli inverni gelidi che non finiscono mai, è colpito da un’ondata di caldo senza precedenti. Le colonnine dei termometri hanno sfiorato i 50 gradi. Centinaia i morti. Nell’ultimo fine settimana almeno 233 persone i deceduti nella Columbia Britannica, la provincia più occidentale del paese. Nella sola area di Vancouver, la polizia segnala più di 130 vittime.

Lytton

Un caldo record che ormai dura da diversi giorni consecutivi e ha toccato un clamoroso 49,6 gradi nella località di Lytton, a 250 km a est di Vancouver e che si trova come latitudine a sud di Londra. Per avvicinarsi a dati simili bisogna risalire al 1937, ma mai, prima di domenica scorsa, le temperature in Canada avevano superato i 45 gradi. Gli esperti affermano che il cambiamento climatico dovrebbe aumentare la frequenza di eventi meteorologici estremi, come le ondate di calore. L’attuale situazione sarebbe originata da una cupola di aria calda statica e dall’alta pressione che si estende dalla California ai territori artici dell’estremo Nord artico. Il premier della Columbia Britannica, John Horgan, ha affermato che la settimana più calda mai vissuta dalla regione ha portato a “conseguenze disastrose per le famiglie e per le comunità”.

Oregon

Anche il nord-ovest degli Stati Uniti ha segnato livelli record di caldo e numerose vittime. Lunedì, negli Stati del Pacifico nord-occidentale le temperature hanno raggiunto i 46,1 °C a Portland in Oregon, e i 42,2 °C a Seattle, nello stato di Washington. I livelli più alti, secondo il National Weather Service, da quando negli anni ’40 sono iniziate le rilevazioni. Si ritiene che almeno una dozzina di morti a Washington e in Oregon siano collegabili all’ondata di caldo. Un medico in un ospedale di Seattle ha detto al “Seattle Times”, che il numero di pazienti deceduti per un colpo di calore è stato paragonabile all’inizio della pandemia di Covid-19. Un uomo è stato assistito per ustioni di terzo grado per aver camminato sull’asfalto bollente.