GKN
(foto account Twitter CGIL Toscana)

Il dopo-Covid mostra la sua faccia più dura. La crisi rischia di trasformarsi in uno tsunami sociale. Una catastrofe annunciata con la fine del blocco dei licenziamenti. Drammatico nella sua esemplarità il caso della GKN Driveline di Campi Bisenzio. Licenziati in tronco 422 lavoratori con una mail della proprietà. La Melrose Industries, chiacchierata società britannica specializzata nell’acquisto e nel ‘rilancio’ di aziende, soprattutto metalmeccaniche e della componentistica nel settore aerospazio e dell’automotive. Lo stabilimento toscano produce semiassi per diverse case automobilistiche, tra cui FCA e Volkswagen.

Presidio

Una decisione drastica e inaspettata da parte della proprietà inglese, senza neppure ipotizzare il ricorso agli ammortizzatori sociali. Da venerdì gli operai sono in assemblea permanente e presidiano la fabbrica. Una cinquantina di tute blu hanno passato la notte nello stabilimento. Il segretario Fiom Cgil di Firenze, Daniele Calosi, dice chiaro e tondo: “Una scelta criminale di una multinazionale. I datori di lavoro vogliono che il costo della crisi ricada sulle persone che per vivere devono lavorare”. La Fim Cisl parla di “comportamento vigliacco, senza rispetto per le persone e per il territorio”. Ai dipendenti di GKN vanno aggiunti gli addetti alla logistica, alla mensa e quelli dell’indotto. Il numero di quanti rischiano di perdere il lavoro sale a oltre 600, fino a sfiorare secondo il sindacato di base USB le mille unità. Tra i lavoratori si parla apertamente di delocalizzazione, forse nell’est Europa.

La Pira

Il sindaco di Campi Bisenzio, Emiliano Fossi, chiama alla solidarietà e denuncia: “Un atto di una violenza simile deve preoccuparci tutti. Non può passare sotto silenzio”. Negli anni Cinquanta del secolo scorso, un ‘pezzo’ di economia fiorentina, la Pignone, fu salvato dall’impegno l’allora sindaco di Firenze, Giorgio La Pira. Capofila del cristianesimo sociale, dichiarato “venerabile” da Papa Francesco. Nel novembre 1953 la Snia annunciò la chiusura dello stabilimento, gli operai occuparono la fabbrica e La Pira si schierò con loro. Decisivo l’intervento dello storico presidente dell’ENI, Enrico Mattei. In extremis arrivò l’accordo e per la Nuovo Pignone iniziò una stagione di sviluppo nella produzione di compressori e turbine per impianti di idrocarburi.

Soluzione

Sulla vicenda GKN interviene il cardinale di Firenze, Giuseppe Betori, che auspica “si possa aprire un dialogo e trovare una soluzione che metta al centro le persone, la dignità del lavoro, il bene comune”. Immediato l’intervento del ministro del Lavoro, Andrea Orlando: ci stiamo “muovendo per verificare le condizioni in cui è avvenuto l’episodio, ma si tratta di modalità che non possono essere accettate. Bisogna trovare tutti gli elementi per scongiurarle. Non ho mai nascosto le mie preoccupazioni davanti allo sblocco dei licenziamenti, questa mi sembra però una questione che ha delle caratteristiche specifiche”.