DNA
(foto da account Twitter LVMPD)

Sembrava il classico “cold case” senza soluzione. L’orribile omicidio a Las Vegas di Stephanie Isaacson, 14 anni, scomparsa nel giugno 1989 mentre si stava recando a scuola. Anche la madre aveva perso ogni speranza. Grazie alle più recenti tecnologie sul DNA, gli investigatori del Las Vegas Metropolitan Police Department (LVMPD) hanno individuato il responsabile del delitto irrisolto da 32 anni.

Campione

A gennaio era stato inviato in Texas – al laboratorio forense super specializzato, Othram – l’ultimo campione di DNA rinvenuto sulla scena del crimine. Soltanto 0,12 nanogrammi. L’equivalente di 15 cellule umane. Gli scienziati di Othram sono esperti nel recupero e nell’analisi del DNA umano da tracce anche degradate o contaminate. Fondato nel 2018 e con sede a The Woodlands, il team lavora in stretto contatto con le forze dell’ordine, per ottenere risultati quando tutti gli altri approcci falliscono. Il generoso finanziamento della non profit Vegas Helps, dell’imprenditore Justin Woo, ha consentito di portare a termine il sequenziamento del genoma del caso Isaacson.

Profilo

Nel corso di sette mesi, Othram ha lavorato per costruire un profilo genetico dal DNA, dal quale il LVMPD ha potuto sviluppare una precisa pista investigativa. Il campione è stato caricato sulle banche date specializzate, legate alla ricerca sugli alberi genealogici e sulla salute. L’amministratore delegato di Othram, David Mittelman, ha detto alla BBC: “Si apre davvero l’opportunità per tanti altri casi storicamente considerati irrisolvibili”. Othram sta attualmente lavorando su “cold case” risalenti fino al 1881.

Suicida

Utilizzando i database gli investigatori sono arrivati a identificare un cugino del sospetto. Per esclusione e sulla base di altri indizi si è giunti a Darren Roy Marchand, del quale esisteva un campione genetico collegato a un altro omicidio nell’area di Las Vegas. Marchand fu arrestato nel 1986 all’età di 20 anni con l’accusa di aver strangolato la 24enne Nanette Vanderburg. Il caso venne archiviato per mancanza di prove, poiché ai tempi il test del DNA non era disponibile. Marchand si suicidò nove nel 1995 a 29 anni. Ora la polizia ha potuto verificare la corrispondenza tra il DNA di Marchand e quello trovato nel caso della 14enne Stephanie.

Scorciatoia

La mattina del 1 giugno 1989 come ogni giorno, la ragazza si stava recando alla Eldorado High School percorrendo un scorciatoia isolata. Nel pomeriggio non vedendola tornare, il padre denunciò la scomparsa. Gli agenti ritrovarono il corpo della giovane a poche decine di metri dal sentiero. La poveretta era stata stuprata, colpita con un bastone e strangolata. Secondo il tenente del LVMPD, Ray Spencer, che ha presentato i risultati dell’indagine, con ogni probabilità “si trattò di un attacco casuale”, non sono stati riscontrati collegamenti tra l’assassino e la sua vittima. “Avevo perso la speranza che il caso sarebbe stato risolto. Sono felice che abbiano scoperto chi ha ucciso mia figlia”, ha scritto la madre di Isaacson, in una dichiarazione letta in conferenza stampa dal tenente Spencer.

‘Golden State Killer’

Il sequenziamento del genoma e la genealogia genetica hanno aiutato a risolvere con successo diversi “cold case” negli ultimi anni. La vicenda più nota è quella dell’identificazione del 2018 del ‘Golden State Killer’. Il serial killer che tra il 1973 e il 1986 commise almeno 13 omicidi e 50 stupri in tutta la California. Proprio sulla base del prove del DNA è stato arrestato a Sacramento l’ex poliziotto Joseph James DeAngelo. Al momento della cattura l’uomo aveva 72 anni. Il 21 agosto 2020 DeAngelo è stato condannato a 11 ergastoli, senza possibilità di libertà condizionale.

Charles Manson

Come parte di un patteggiamento per evitare la pena di morte, DeAngelo si è dichiarato colpevole di tredici capi di imputazione per omicidio di primo grado. Sta scontando la pena nella California State Prison di Corcoran. Penitenziario in cui sono stati detenuti tra gli altri Charles Manson, il capo della setta satanica che uccise Sharon Tate, moglie del regista Roman Polanski, e Sirhan Sirhan, l’assassino del senatore Robert Kennedy, fratello del presidente John e icona del moderno liberalismo americano.