Giovanni Toti
(foto da profilo Twitter G. Toti)

G.& M. si ritengono grandi leader e quindi fanno come vogliono. Hanno scelto la strada dell’oltranzismo, per fare a gara tra loro, e non la mollano. Anche dopo le mazzate alle amministrative continuano a suonare il trombone sfiatato del fanatismo. Chiedono le dimissioni della ministra Lamorgese un giorno sì e l’altro pure e mettono in discussione ogni decisione di Draghi. In poche parole, come ricorda loro un politico con la testa sul collo come il governatore della Liguria, Giovanni Toti, ci allontanano “dalla maggioranza silenziosa, che per antonomasia rappresenta l’elettorato di centrodestra”.

Strasburgo

G.& M. hanno scelto di fare i ‘Franti’, i ‘Lucignoli’, come ha maldestramente fatto il loro sodale polacco, Mateusz Morawiecki, con il risultato di una figuraccia nell’aula del Parlamento di Strasburgo. Toti, intervistato da Repubblica, non ci va leggero: “Il centrodestra ha perso le elezioni amministrative, perché non ha saputo interpretare il momento, lo spirito di ripartenza del Paese. È mancata una cultura di governo nel sostenere un esecutivo di unità nazionale, presieduto da una figura straordinaria come Draghi, che ha saputo dare fiducia a famiglie e imprese”. In Italia in questi mesi, rimarca, si percepivano soprattutto “da una parte una voglia di tranquillità, di ricominciare a lavorare e dall’altra una gigantesca apertura di credito verso questo governo”.

Spigolosità

Gli elettori, insomma, “non hanno capito le divisioni” di facciata tra G.& M. e, invece, la comune “spigolosità nei confronti delle misure del governo”. Toti ha pochi dubbi: “La maggior parte degli elettori del centrodestra e degli italiani ha giustamente visto nella vaccinazione e nel green pass una reale chance di lasciarsi alle spalle i due anni orribili che abbiamo vissuto. La maggior parte degli italiani si fida della scienza e della medicina e di un governo che ha imposto quelle misure”. Naturalmente, “la protesta è legittima, quando non sconfina nella violenza”. Però ora come ora le sue “motivazioni sono spesso molto fragili. Inseguirla e farne una bandiera politica ci allontana dalla maggioranza silenziosa”.

Ricetta

Toti ha una ricetta sicuramente amara per G.& M.: “Bisogna sedersi a un tavolo rapidamente, convocare tutte le anime e culture del centrodestra”. C’è da “capire che gli elettori chiedono una classe dirigente all’altezza della situazione, sia sanitaria che politica”. E poi “una linea istituzionale fatta di sobrietà, una cultura di governo responsabile, che persegua un progetto di ripartenza non turbato ogni santo giorno”. Serve al centrodestra un “cambiamento di contenuti, di toni e persino di abbigliamento”. Quindi, via le felpe “in un Paese che, dopo vaffa e sovranismi, torna ad apprezzare toni moderati, invece di inseguire atteggiamenti piazzaioli”.