Palazzo Chigi manovra
(foto governo.it)

Il Consiglio dei ministri ha approvato il “Documento programmatico di bilancio per il 2022”, che indica le linee di intervento della prossima legge di bilancio e il loro effetto sui principali indicatori macroeconomici e di finanza pubblica. Il documento, inviato a Bruxelles, contiene una manovra valutata intorno ai 23 miliardi. “Obiettivo – segnala Palazzo Chigi – sostenere l’economia nella fase di uscita dalla pandemia e rafforzare il tasso di crescita nel medio termine. Si mira inoltre a ridurre il carico fiscale per famiglie e imprese”.

Riduzione tasse

In Consiglio dei ministri hanno votato a favore anche i ministri della Lega, nonostante i tentativi di Salvini di fare propaganda su quota 100. Nella legge di bilancio ci sarà una corposa riduzione delle tasse per un valore complessivo di circa 8 miliardi. Previsto il taglio dell’Irpef sui redditi tra i 28 e i 55 mila euro. Interventi anche su pensioni e reddito di cittadinanza. Sul fronte previdenziale nel 2022 si passerà a quota 102, per poi arrivare a quota 104 l’anno successivo. Confermate le misure di sostegno anti-povertà. Verranno comunque rafforzati i controlli per evitare truffe e rimodulate le condizioni per avere diritto all’assegno.

Superbonus

Il superbonus edilizio al 110% proseguirà fino al 2023, con lo stop però al bonus facciate e validità soltanto per i condomini. Nuova la misura della cosiddetta “tampon tax”, ovvero la riduzione dell’Iva dal 22 al 10% sui prodotti per l’igiene femminile. Rinvio al 2023 per plastic tax e sugar tax. Previsto un fondo da 1 miliardo per il taglio dei costi delle bollette, dovuti ai rincari dell’energia. Diventa strutturale il congedo di paternità di 10 giorni. Nella manovra importanti gli impegni per la sanità, con incrementi di 2 miliardi in ciascun anno fino al 2024. In particolare, nuove risorse sono destinate ai farmaci innovativi e a vaccini e farmaci per arginare la pandemia Covid-19. Per l’istruzione vengono aumentate le dotazioni del Fondo di Finanziamento ordinario per l’Università e del Fondo Italiano per la Scienza. Viene inoltre creato un nuovo fondo per la ricerca applicata.