Ombrello
(foto di Pexels da Pixabay)

Arriva l’inverno e ahimè avremo tutti bisogno dell’ombrello. Oggetto unico e comunissimo dalle origini curiose e dall’uso più svariato. Dal parasole al parapioggia, ad arma di difesa

L’ombrello, questo ‘sconosciuto’. È uno degli oggetti di uso comune più utili e utilizzati da grandi e piccini. Ma non si sa dove sia nato o quando, eppure non possiamo farne a meno. Con l’inverno alle porte, i cambiamenti climatici che sconvolgono le stagioni, le piogge che stressano lo Stivale da sud a nord, l’ombrello è tornato a viaggiare con noi. In auto, nella borsa delle signore, negli zaini dei ragazzi che vanno a scuola. Fino a quelli quelli mini, nascosti anche nelle tasche degli impermeabili.

Samurai e Papi

Secondo Wikipedia, l’ombrello o parasole, è un accessorio che ripara appunto dal sole o dalla pioggia, che ha fatto la sua prima comparsa probabilmente in Oriente. In Cina, India o Giappone. Ma forse era presente già nell’antico Egitto, dove a utilizzarlo sarebbero stati solo i nobili per ripararsi dal sole cocente. In Giappone proteggeva i samurai. Dalle matrone romane, invece, era utilizzato come accessorio di abbigliamento vezzoso. In seguito è divenuto un oggetto dell’iconografia papale. E fino al Settecento è rimasto in uso solo alle classi più abbienti. Dobbiamo arrivare in epoche più vicine a noi, perché si diffondesse come lo conosciamo oggi: il parapioggia.

Difesa

Ma l’ombrello non è solo un ombrello! Nel 1902 sul Daily Mirror, il più famoso tabloid britannico, l’ombrello veniva descritto come un arnese in uso alle donne per difendersi dai malintenzionati. Recentemente, nel marzo 2011, l’allora Presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha utilizzato un ombrello dal nome ‘ParaPactum’ rinforzato in kevlar per proteggersi da eventuali attacchi. Il suo costo è di circa diecimila euro e viene costruito a Cherbourg in Normandia, dalla casa produttrice denominata la Rolls-Royce degli ombrelli. Tanto da dare il titolo anche al film di Jacques Demy con Catherine Deneuve, “Le parapluie de Cherbourg”.

Letale

Dalla difesa alla letalità. Nel 1978 lo scrittore dissidente bulgaro, Georgi Markov, venne ucciso da una dose di ricina iniettata con un ombrello modificato dal KGB per inoculare sostanze letali. In Italia, sul lago Maggiore, nella cittadina di Gignese si trova il Museo dell’ombrello e del parasole. Posto unico al mondo, dove si possono ammirare gli esemplari più particolari di questo oggetto comunissimo eppure così ricercato.

Colori

A caccia di ombrelli per la stagione invernale se ne trovano di tutti i colori, forme e manifatture. Dai più pregiati a quelli tascabili. Lo “Skull” di Alexander McQueen è un oggetto di culto dal costo di 395 euro, pagabili anche a rate. Nero in gabardine con manico a forma di teschio in metallo e argento. È quello che serve per affrontare con stile le giornate di pioggia, si abbina alla perfezione all’umore dark delle giornate uggiose. La catena di negozi Carpisa propone ombrelli per tutte le tasche, dal più costoso BOSS (di Hugo Boss) all’ombrello economico con la tracollina antiscippo. Su Amazon si trova una vasta scelta di ombrellini tascabili ed economici di diverse marche e fantasie. Tra i più sfiziosi l’XYBB da donna, un mini pocket piccolo non tanto economico, ma estremamente elegante.