Migranti Polonia
(foto account Facebook Deputati PD)

Braccio di ferro tra Bielorussia e Polonia sui migranti al confine. L’Europa cerca una soluzione, intanto invia 700mila euro di aiuti

Tra Polonia e Bielorussia c’è quel pezzo di terra soprannominato la ‘giungla’. Luogo di violenti scontri tra i migranti, che cercano disperatamente di oltrepassare il confine di filo spinato, e le forze di sicurezza polacche, che li hanno ripetutamente respinti con cannoni ad acqua e lacrimogeni. La terribile terra di mezzo sembra una landa desolata: piena di immondizia, tende abbandonate e fuochi spenti. Alla fine la Bielorussia ha autorizzato di far riparare i rifugiati in un centro logistico nei pressi del valico di frontiera con la Polonia. Lukashenko ha scelto in qualche modo di allentare le tensioni. In realtà, non si capisce però dove tutte queste persone potranno andare. La presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, ha annunciato che l’Europa ha stanziato fondi per l’assistenza umanitaria alla frontiera. Kit sanitari, cibo e coperte per un valore di circa 700 mila euro.

Pretesto

La situazione rimane critica in una tensione sul confine che, secondo il ministro della Difesa polacco, Mariusz Blaszczak, “potrebbe durare mesi” o addirittura anni. Da giugno a novembre circa 6mila persone, indicano i dati Frontex-ISPI, hanno tentato di superare il confine polacco. Sono tutti migranti in fuga dal Medio Oriente. Un numero assai inferiore di coloro che si muovono per attraversare il Mediterraneo centrale, circa 31mila nello stesso periodo. La Bielorussia ha incendiato la crisi, dopo che l’UE ha varato un nuovo pacchetto di sanzioni contro il regime di Minsk. A guidare la spinta diplomatica per trovare una soluzione, ancora una volta è stata la cancelliera tedesca, Angela Merkel.

Speranza

Il ministero della Difesa polacco ha accusato i servizi di sicurezza bielorussi di indirizzare i migranti in piccoli gruppi verso i punti meno difesi della frontiera tra i due paesi, lunga circa 400 chilometri. Secondo Varsavia circa 100 migranti sono stati arrestati mentre cercavano di attraversare il confine. Il governo polacco ha chiesto al Parlamento di varare la legislazione per rafforzare ed estendere lo stato di emergenza. Secondo le Ong almeno 11 migranti sono morti dall’inizio della crisi. Il flusso di migranti in Bielorussia è stato in gran parte interrotto, con il blocco dei voli in arrivo dal Medio Oriente. Il ministero degli Esteri di Bagdad segnala che 430 iracheni si sarebbero registrati per tornare in patria. Ma al momento la maggior parte dei migranti continua a esprimere la speranza di poter ancora trovare un modo per entrare nell’Unione Europea.