Fatto quotidiano Paper First
(foto paperfirst.it)

Paper First, la casa editrice de Il Fatto Quotidiano, è presente alla Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria “Più libri più liberi” fino al prossimo 8 dicembre a La Nuvola dell’EUR a Roma. La giovane casa editrice, diretta da Marco Lillo, è presente in libreria e nelle edicola, anche con le versioni ebook, con volumi che spaziano dalle grandi inchieste sulla corruzione e la mafia all’analisi storica e politica.

Best seller

Ha al suo attivo oltre 60 pubblicazioni, diverse delle quali diventate subito best seller e rimaste in cima alle classifiche per molte settimane. Come “I segreti del Conticidio” di Marco Travaglio, “Renzusconi” di Andrea Scanzi e “Giustizialisti” di Piercamillo Davigo e Sebastiano Ardita. Paper First editrice ha arricchito il proprio catalogo anche attraverso collaborazioni con grandi gruppi editoriali, da Rizzoli a Guanda e Feltrinelli. Alla Fiera romana è prevista una serie di incontri.

Manuale

Sabato 4 dicembre, viene presentato “7 cose di cui vergognarsi. Ora e allora” di Antonio Padellaro. Uno “straordinario ripasso dell’Italia peggiore compiuto attraverso la narrazione di un testimone diretto”, accompagnato da Mario Natangelo e le sue vignette. Nella stessa giornata tocca poi a “Sfascistoni. Manuale di resistenza a tutte le destre” di Andrea Scanzi. L’autore “mette in fila una lunga serie di fascisti dichiarati e mascherati, macchiette e criminali”. Al tempo stesso propone un manuale di resistenza, “perché a questa politica degenere e nauseante occorre resistere”.

Golpe

Domenica 5 dicembre tocca a Marco Travaglio, con “I segreti del Conticidio. Il ‘golpe buono’ e il ‘governo dei migliori'”. Il direttore del Fatto racconta il “golpe al ralenti”, durato quasi tre anni, per rovesciare “il premier più apprezzato dall’opinione pubblica e più odiato dall’establishment”. Mercoledì 8 dicembre sarà la volta de “I soldi della P2” di Antonella Beccaria, Fabio Repici e Mario Vaudano. Nelle vicende raccontate nel libro il marchio della loggia P2 è una sorta di denominatore comune. “Quell’Italia agglomeratasi intorno a una centrale massonica deviata – osservano gli autori – ha avuto un’incidenza concreta nella vita dei cittadini. Molto superiore a quanto si è solitamente creduto”.