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martedì, 5 Luglio 2022

Draghi, sono un nonno al servizio delle istituzioni. Il mio destino personale non conta

“Sono un nonno al servizio delle istituzioni”. Mario Draghi fa professione di modestia e non scopre le eventuali carte per la corsa al Quirinale. Alla conferenza stampa di fine anno il premier dice: “Il mio destino personale non conta assolutamente niente, non ho particolari aspirazioni di un tipo o di un altro”. Il governo, “sostenuto e protetto da questa ampia maggioranza ha cercato di fare il meglio possibile”, sostiene il presidente del Consiglio, che comunque lascia varie porte aperte quando chiosa: “Il governo avanti indipendentemente da chi ci sarà. L’Italia ha tutto per tornare a crescere”.

Obiettivi

Draghi sottolinea: “Abbiamo reso l’Italia uno dei Paesi più vaccinati del mondo. A abbiamo consegnato in tempo il PNRR e abbiamo conseguito i 51 obiettivi concordati con la Commissione UE. Abbiamo creato le condizioni perché il lavoro sul PNRR continui, indipendentemente da chi ci sarà. L’importante è che il governo sia sostenuto da una maggioranza il più ampia possibile, che voglio ringraziare”. L’esecutivo “resta pronto a sostenere l’economia in caso di rallentamento. La sfida principale – precisa Draghi – resta quella di far aumentare il tasso di crescita nel lungo periodo e risolvere le disuguaglianze strutturali”.

Mattarella

In ogni caso, “il governo è un governo parlamentare. Questo è quello che prevede la Costituzione. Il Presidente della Repubblica non è tanto un notaio, quanto un garante. L’esempio di Mattarella è la migliore guida all’interpretazione del ruolo del Presidente della Repubblica: ha garantito l’unità nazionale. Dall’unità nazionale è venuta una maggioranza ampia che ha sostenuto la forza di questo governo”. La manovra è “progressiva, equilibrata, dà tanto agli investimenti e a chi ha meno”. “Quest’anno è stato un anno di grandi problemi, di grandi sfide – ha notato Draghi – eppure gli italiani hanno reagito in maniera straordinaria. Gli italiani hanno detto quanto tengano alla stabilità politica. Per partiti politici con idee così diverse non è facile lavorare insieme. Ci sono riusciti, perché hanno capito che gli italiani vogliono questo”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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