27 C
Roma
martedì, 24 Maggio 2022

Energia, dal Cile un ‘corridoio’ per l’idrogeno verde verso l’Europa

Dal Cile uno spiraglio futuro per l’Europa attanagliata dalla nuova crisi energetica. Il Vecchio Continente risente delle tensioni sul gas russo, proprio mentre l’UE è impegnata nella transizione energetica verso emissioni zero. A Santiago per cinque giorni si è tenuto il summit “Mission HV” con al centro la risorsa idrogeno verde. L’incontro ha riunito i più importanti attori europei nel settore energetico e ProChile, l’agenzia incaricata della promozione internazionale del paese sudamericano. Obiettivo discutere i progetti infrastrutturali necessari per garantire la catena di approvvigionamento di idrogeno verde e pianificare le condizioni per stabilire un corridoio di energia pulita tra Cile ed Europa.

Competitivo

L’evento ha segnato una nuova tappa del progetto che mira a fare del Cile l’esportatore di energie rinnovabili più competitivo del mondo entro il 2030. I rappresentanti di aziende europee come Engie, Total, Enel, Siemens, RWE, Austria Energy, Linde o Statkraft, insieme ai principali player dell’ecosistema cileno hanno avuto incontri con una delegazione guidata dal Porto di Rotterdam. Visite anche a progetti pilota nel nord e nel sud del Cile. Affrontate in dettaglio le questioni relative alla certificazione, alle normative e alle problematiche commerciali, tecnologiche, di capitale umano e di sviluppo delle infrastrutture.

Rinnovabile

Con la più potente radiazione solare del pianeta e venti on-shore che competono con i potenziali off-shore in altre aree geografiche, il Cile ha le condizioni naturali per produrre più di 1800 GW di energia rinnovabile, 75 volte il bisogno del paese per il consumo interno. Per accompagnare questo potenziale di esportazione, il paese ha lanciato nel 2020 la sua Strategia Nazionale di Idrogeno Verde. Una tabella di marcia con cui mira, entro il 2030, ad essere il leader mondiale nella produzione di H2 per elettrolisi e a produrre l’idrogeno verde più economico del mondo con un prezzo inferiore a 1,5 dollari per kgH2.

Infrastruttura

“La nostra capacità di diventare un esportatore di energia rinnovabile dipende dalla creazione di una nuova infrastruttura di produzione, stoccaggio e trasporto che ci permetta di sfruttare al massimo le condizioni naturali del Cile”, afferma Marcelo Villagrán, direttore di ProChile e responsabile di Hydrogen for Europe. “Lo sviluppo di questa nuova industria è una grande sfida che richiede importanti investimenti e sviluppi tecnologici. Lavorare con le parti interessate europee è fondamentale per attirare investitori e sviluppatori. Ma anche per garantire le norme e le certificazioni necessarie per l’esportazione di idrogeno verde e dei suoi derivati”, come l’ammoniaca verde, il metanolo e i combustibili sintetici.

Rotterdam

Terminale in Europa il porto di Rotterdam, punto di distribuzione dell’idrogeno verde cileno ai diversi paesi del Continente. Monica Swanson, senior business manager dello scalo olandese spiega: “Siamo convinti che il Cile possa diventare un fornitore chiave delle fonti di energia del futuro. In grado di soddisfare una parte sostanziale della domanda prevista nei paesi europei”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

Altro dall'autore

Articoli più letti