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mercoledì, 7 Dicembre 2022

Giorno della Memoria, Ambasciatore Eydar: “Ricordo Shoah polizza assicurativa dell’umanità”. Nel 2021 aumento nel mondo episodi antisemitismo

Nel 2021 si è registrato a livello mondiale un aumento del numero di episodi e violenze antisemite. Le proteste no vax hanno irresponsabilmente troppo spesso utilizzato motivi e simboli dell’Olocausto, che hanno portato alla ‘banalizzazione’ della Shoah. La risposta di Israele alla pioggia di missili di Hamas nel maggio dello scorso anno, ha fatto segnare una vera ondata di attacchi antisemiti. E il rapporto sulla base dei dati raccolti dall’Organizzazione Sionista Mondiale e dall’Agenzia Ebraica mette in cima alla lista per casi di incidenti antisemiti paesi come Canada e Australia, in passato lontani dal clima d’odio.

Dieci

Più in generale, il numero medio di incidenti antisemiti nel 2021 è stato di oltre dieci al giorno. Aggressioni fisiche e verbali, atti vandalici, distruzioni, graffiti, profanazione delle lapidi e tanta propaganda, a partire dai social. Purtroppo, l’Europa è leader nel numero di incidenti antisemiti, quasi il 50% dei casi segnalati. Il 30% circa si è verificato negli Stati Uniti. Nel Giorno della Memoria, l’ambasciatore d’Israele in Italia, Dror Eydar, in un messaggio registrato presso la Fondazione Museo della Shoah di Roma, sottolinea: “La Shoah è stata il culmine il culmine di migliaia di anni di persecuzione del popolo ebraico, su base religiosa, razziale e nazionale”.

Nuovo

L’Olocausto, sostiene Eydar, “ha avuto avuto un epilogo riparatore: l’istituzione dello Stato di Israele”. Ma “dopo il campanello d’allarme della Shoah, abbiamo scoperto che l’antisemitismo e l’odio per gli ebrei non sono scomparsi. E non sto parlando – sottolinea l’ambasciatore – solo del vecchio, ‘ordinario’ antisemitismo”. Quello “abbiamo imparato a riconoscerlo. E i paesi occidentali, Italia compresa, lo stanno combattendo in modo ammirevole. Sto parlando del nuovo antisemitismo: cioè dell’odio per il sionismo e per lo Stato di Israele”.

Futuro

Secondo Eydar: “Gli odiatori di Israele hanno imparato a mascherare il loro odio per il popolo eterno, in odio per il suo unico Paese”. E rimarca: “Chiunque si opponga al sionismo o allo Stato degli ebrei, si oppone alla piena e sicura esistenza degli ebrei nella loro patria. E anche questa è una lezione che deve essere appresa dall’Olocausto. Lo studio della Shoah e il ricordo di quanto accaduto qui sul suolo europeo di recente, sono una polizza assicurativa dell’umanità per un futuro migliore”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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