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martedì, 24 Maggio 2022

Ucraina, Mosca non vuole il conflitto. Lavrov, segnali di “razionalità” nelle risposte USA

La Russia non vuole il conflitto, ma non consentirà che i suoi interessi di sicurezza vengano ignorati. Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, punta a frenare l’escalation intorno all’Ucraina e ricorda che i colloqui con Usa e Nato non sono ancora conclusi. Mosca attendeva la risposta occidentale alla bozza di proposta di accordo tra le parti. Lavorov vede nelle offerte statunitensi “granelli di razionalità” su “questioni secondarie”, che in fasi delicate come l’attuale risultano comunque importanti.

Missili

Utile in particolare la disponibilità di Washington sulla questione dei missili a raggio intermedio e corto. Il capo della diplomazia russa ricorda la proposta di “moratoria unilaterale, con il coordinamento delle misure di verifica” e ora, rileva, “questo è incluso nelle loro proposte”, ha sottolineato. Inoltre, positive sono le disponibilità sulle misure di de-escalation e rafforzamento della fiducia sulle esercitazioni militari e lo spazio aereo. Per Mosca resta comunque decisivo “mettere a punto le basi concettuali su cui si basa la sicurezza europea”. A partire dalle garanzie sul fatto che la NATO non avanzi verso est.

Diplomatico

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha in programma uno scambio di opinioni con il presidente russo, Vladimir Putin, nel tentativo di spingere verso un percorso diplomatico. Il leader bielorusso, Alexander Lukashenko, ha affermato che la guerra è possibile solo se la Bielorussia o la Russia vengono attaccate. Sfatando alcune leggende metropolitane, occorre ricordare che il governo dell’Ucraina ha messo in campo una forte campagna mediatica anti-Russia. E ha sviluppato misure militari che preluderebbero un attacco alle aree controllate dai separatisti della regione del Donbas. Da tempo il Cremlino denuncia i rischi di derive “naziste” a Kiev e la campagna di persecuzione contro i russofoni in Ucraina.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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