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mercoledì, 18 Maggio 2022

Dopo il Covid, la guerra in Ucraina. In crisi i portafogli degli italiani. Consigli per tenere a bada inflazione e impennata materie prime

Inflazione e impennata nel costo delle materie prime e delle risorse alimentari. Le scorie del post Covid si fanno ancora più temibili con la guerra in Europa. L’aggressione di Putin all’Ucraina. Sotto attacco ci sono i portafogli degli italiani. Anche se “l’esposizione diretta alle azioni russe e ucraine è trascurabile – dice Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm, una delle più grandi società di gestione patrimoniale digitale in Europa -, stiamo monitorando la situazione”. Insomma, in una condizione di “Risk off”, ovvero caratterizzata dalla presenza di forti tensioni, occorre muoversi con i piedi di piombo, ma anche cercare possibili situazioni “Risk on”, che puntano sul positivo.

Emozioni

“Se ci sarà qualche opportunità da cogliere – segnala Flax -, lo faremo”. Ma “in questo momento il nostro obiettivo è adottare un approccio il più analitico possibile. Agire in base alle emozioni non è mai una buona idea”. La volatilità nel breve termine potrebbe indurre gli investitori ad acquistare asset rischiosi a sconto, ” per ora, però, pensiamo che la situazione non sia ancora sufficientemente stabile per aumentare il rischio. Ovviamente questa decisione potrebbe cambiare con l’evolversi della situazione”. Dopotutto, “dopo ogni forte flessione negli ultimi 20 anni, incluso il Covid-19, i mercati alla fine si sono ripresi rapidamente”. Naturalmente, la performance passata non è garanzia di rendimenti futuri e indipendentemente dai precedenti storici “riteniamo che la migliore linea d’azione sia rimanere investiti, mantenere la fiducia e attendere una ripresa per dare al proprio portafoglio le migliori possibilità di crescita”, senza perdere i rimbalzi del mercato.

Banche centrali

Sull’inflazione la risposta “è più difficile”. La vera domanda è “se le Banche centrali saranno o meno costrette a reagire a una maggiore pressione inflazionistica. Finora non abbiamo assistito ad alcun reale riposizionamento delle aspettative sui rialzi dei tassi negli Stati Uniti o in Europa”. Tuttavia, gli shock esogeni geopolitici e qualsiasi scossa legata alle materie prime si posizionerebbero in un contesto inflazionistico già difficile. “In questa fase – rimarca Flax – non possiamo dunque escludere un impatto sulla politica monetaria”. Per mitigare i portafogli più rischiosi è possibile pensare a obbligazioni sui mercati emergenti.

Titoli

Flax segnala un possibile interesse “sui titoli di Stato cinesi”, che in questa fase sembrano agire “da rifugio sicuro al rischio geopolitico, dato che hanno una bassa correlazione con quanto sta accadendo nel resto del mondo”. Quindi, conclude l’esperto di Moneyfarm, “il nostro consiglio è lo stesso che abbiamo dato durante crisi simili: mantenere la rotta e resistere all’impulso di disinvestire. Farlo, durante le turbolenze del mercato, può avere l’effetto opposto. È un modo infallibile per cristallizzare le perdite e può fare perdere la ripresa”.

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