31.5 C
Roma
martedì, 9 Agosto 2022

Le immagini di Bucha, Eisenhower e l'”uomo comune” di Giuliano Ferrara

“Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male, è che gli uomini buoni non facciano niente”, diceva il filosofo inglese Edmund Burke. Il generale Dwight D. Eisenhower ebbe ragione, quando quando arrivò con i propri uomini di fronte i campi di concentramento. E non ebbe il minimo dubbio: ordinò che fossero scattate foto e realizzati documenti filmati sui campi di sterminio nazisti. Fotografie al filo spinato, ai forni crematori, alle baracche, alle torri di controllo, ai sopravvissuti. “Che si abbia il massimo della documentazione possibile – che siano registrazioni filmate, fotografie, testimonianze – perché arriverà un giorno – sentenziò il generale – in cui qualche idiota si alzerà e dirà che tutto questo non è mai successo”.

Social

Purtroppo oltre 70 anni dopo, Internet e i social hanno moltiplicato in modo spaventoso il numero degli idioti. Ma non c’è soltanto chi nega, c’è chi distingue, chi “non può credere”, chi bilancia… Di fronte al massacro, il segretario Pd, Enrico Letta, non ha esitato: “Bucha. Noi stiamo col popolo ucraino. Noi stiamo contro la barbarie della guerra di Putin”. Poi si è rivolto sempre via Twitter in inglese a chi in Europa, a partire dal ‘vittorioso’ Orban o dagli affaristi olandesi, continua a fare orecchie da mercante: “How many Bucha before we move to a full oil and gas Russia embargo? Time is over”. Il premier Mario Draghi ha portato al Consiglio europeo la proposta di un ‘price cap’, un tetto comune al prezzo del gas per non continuare a finanziare la guerra di Mosca e favorire la speculazione. “C’è lo spazio per arrivare ad un tetto – ha detto Draghi alla stampa estera a Roma -. Per ridurre i finanziamenti alla Russia occorre abbassare i prezzi del gas”. Argomento “complicato”, ammette Paolo Gentiloni, commissario Ue all’Economia, “perché ci sono diverse opinioni”. Tuttavia, la Ue “farà una sua proposta entro la fine del mese”.

Coscienze

Occorre muoversi per fermare i massacri e contro i massacratori, ma soprattutto per risvegliare le coscienze. Il fondatore de Il Foglio, Giuliano Ferrara, oggi ha magistralmente fotografato la piccolezza dell’uomo comune, che troppo spesso è diventato complice delle tragedie della storia. “L’uomo comune, mediamente indifferente in premessa, preoccupato magari ma quanto basta disinformato. Anche privo di falsa coscienza o ideologia, ispirato da una generica voglia di pace. L’uomo, scrive Ferrara, “cui la vita quotidiana, con il gas e l’inflazione e il prezzo della benzina suggerisce di non parteggiare per i famosi ‘valori’ della società in cui vive. Che è deluso, non crede a una sola campana, tantomeno quella di chi governa le società aperte”. Questo uomo comune è “la preda ambita” di ogni presente, passata e futura “cancellazione culturale dei fatti, sotto il manto del linguaggio anche il più grossolanamente evasivo e indimostrabile”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

Altro dall'autore

Articoli più letti