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lunedì, 28 Novembre 2022

Crisi grano: Coldiretti, dall’Ucraina arriverà soltanto il 50% dei cereali rispetto al 2021

Senza l’accesso ai porti del Mar Nero, l’Ucraina potrà esportare al massimo 20 milioni di tonnellate di cereali, pari a meno della metà delle 44,7 milioni di tonnellate del 2021. Lo segnala Coldiretti sulla base delle proiezioni dell’Associazione ucraina dei cereali. Un allarme grano, che va in direzione di quello lanciato dal del segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres.

Alimentare

A fronte del conflitto scatenato dalla Russia, occorre in tempi rapidi un accordo sul grano e sui fertilizzanti per scongiurare una drammatica crisi alimentare su scala mondiale. “L’Ucraina – sottolinea Coldiretti – attualmente sta cercando di esportare il raccolto” in modo alternativo per le “vie terrestri, fluviali e ferroviarie. Ma le difficoltà logistiche limitano i volumi a un massimo di circa due milioni di tonnellate al mese”. In particolare, secondo Coldiretti, ci sono circa 30 milioni di tonnellate immagazzinate nelle aree sotto il controllo di Kiev, su una capacità potenziale di circa 55 milioni di tonnellate complessive.

Silos

Inoltre, c’è la possibilità di stoccaggio per altre 13-15 milioni di tonnellate nelle zone occupate dalla Russia. I silos di mais, grano e semi di nel territorio controllato da Kiev tuttavia sono ancora pieni a metà, con il rischio di difficoltà di immagazzinamento per i nuovi raccolti in arrivo entro un mese. Tra bombardamenti e problematiche logistiche, si fanno concreti i timori sul fatto che parte della produzione possa restare sui campi. Il tutto in una situazione in cui la produzione mondiale di cereali è stimata in calo a 2,784 miliardi di tonnellate su valori minimi da quattro anni.

Condizioni

Si segnalano tra le cause gli effetti di condizioni climatiche avverse in diversi continenti, ma anche la crisi dei fertilizzanti. Secondo l’analisi Coldiretti sulla base dei dati Fao, le difficoltà maggiori riguardano il mais destinato all’alimentazione animale, il grano e il riso. Al contrario, sono in aumento e produzioni di orzo e sorgo. A rischiare di più – conclude Coldiretti – sono 53 Paesi poveri, dove la popolazione spende almeno il 60% del proprio reddito per l’alimentazione. Qui si sente in maniera devastante l’aumento dei prezzi. L’emergenza colpisce pure l’Italia, che nel 2021 aveva acquistato dall’Ucraina 122mila tonnellate di grano tenero per la panificazione, il 3% del totale. Ma anche 785mila tonnellate di mais, il 13%.

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