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domenica, 25 Settembre 2022

-17 al voto: dalla Francia il soccorso rosso di Mélenchon per de Magistris. Il leader di UP lancia l’anatema contro Conte

I sondaggi assegnano alla nuova Unione Popolare di Luigi de Magistris un risultato marginale per il 25 settembre. Per tentare di risollevare le azioni del movimento sostenuto da Rifondazione Comunista, Potere al Popolo, DeMa e Manifesta è arrivato a Roma Jean-Luc Mélenchon, leader della Nouvelle Union populaire écologique et sociale. Mélenchon è reduce da un doppio exploit prima alle presidenziali, dove ottiene il il terzo posto con il 21,95% dei voti, e poi alle legislative di giugno quando la sua coalizione diventa la prima forza di opposizione e impedisce al presidente, Emmanuel Macron, di avere la maggioranza assoluta all’Assemblea Nazionale.

Fascisti

“Io non me ne resto tranquillo nel mio letto, mentre voi in Italia affrontate i fascisti”, sostiene Mélenchon. E allora: pugni chiusi alzati, bandiere viola di UP e rosse dei vari gruppi di estrema sinistra, lo accolgono a piazza dei Consoli, al Quadraro quartiere popolare della capitale. “Ho sempre ammirato il movimento comunista italiano, è stato il più creativo e allegro”, afferma Mélenchon e assicura il suo endorsement all’ex sindaco di Napoli. È “un leader che non ha paura”. Il capo della sinistra francese non ha dubbi: “L’Italia è fortunata ad avere Unione popolare. Altrimenti non rimarrebbe nessuno a resistere”.

Anticapitalista

A Mélenchon piace il programma dell’Unione, perché è molto simile al suo. “Non sono anticapitalista – spiega – soltanto per ragioni morali e ideologiche, lo sono perché penso questo sistema economico metta a rischio l’interesse generale dell’umanità”. Via libera quindi a un pot-pourri di misure populiste fondate su spesa pubblica à gogo con una spruzzata di ecologismo, che va sempre di moda. Sul piano internazionale europeismo residuale, pacifismo e sostanziale neutralismo. De Magistris sembra ringalluzzito e va all’attacco a testa bassa contro il M5s contiano, che cerca si raggranellare voti a sinistra grazie al reddito di cittadinanza. L’ex magistrato invoca l’anatema contro l’ex premier. Quando Conte “era al governo con Salvini – tuona – ordinò di chiudere i porti” e poi “in piena pandemia aumentò del 17% le spese militari”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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