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mercoledì, 1 Febbraio 2023

Vino: produttori tra incudine e martello, costi in aumento e prezzi bloccati. Allarme di Federvini e Uiv

Mondo dei produttori vitivinicoli in allarme. Il 2023 si aprirà da un lato con un nuovi aumenti dei costi e dall’altro lato con il sostanziale blocco dei prezzi dei vini in particolare nella Grande distribuzione, i supermercati. Insomma, denunciano Federvini e Uiv (Unione Italiana Vini) il primo stadio della filiera si trova tra l’incudine e il martello.

Vetro

In arrivo, tanto per iniziare, l’aumento dei prezzi del vetro. Si parla di circa il 20%, in aggiunta al surplus (48%) già riscontrato nel 2022. Anche il costo dell’energia rischia di rabbuiare il 2023, alimentando il “rischio recessione”. Inoltre, a valle della filiera, la grande distribuzione resiste a ogni ritocco di listino. Anzi, la richiesta è di una moratoria sui prezzi per almeno 4-6 mesi. L’intero settore, sostengono Federvini e Uiv, “è in profonda sofferenza e rifiutare gli adeguamenti dei prezzi significa mettere a rischio la tenuta di migliaia di piccole e medie aziende, dopo due anni di bassa redditività e costi crescenti”.

Combinazione

Micaela Pallini, presidente di Federvini rileva: “Ci chiedono di accettare aumenti anche del 20%-25%, però si vorrebbe che i nostri prezzi finali rimanessero invariati. È evidente che questa combinazione non può assolutamente funzionare”. Per il presidente di Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi: “Siamo a cavallo tra un’escalation dei prezzi alla produzione, un minor potere di acquisto da parte dei consumatori e con storici partner – come la grande distribuzione e l’industria del vetro – che mostrano rigidità poco costruttive”. In una filiera lunga e complessa come quella vitivinicola, ogni parte ha un ruolo e una responsabilità essenziali per il complessivo successo.

Tessuto

Fughe in avanti solitarie, condizioni ultimative e richieste improponibili mettono a rischio – secondo Federvini e Uiv – il tessuto produttivo e la fiducia dei consumatori. L’elaborazione dei dati Istat evidenzia nel 2022 aumenti molto contenuti dei prezzi nella grande distribuzione (il 6,6% di media), largamente sotto i livelli dell’inflazione. Una situazione a cui si aggiunge il contestuale decremento nei volumi della domanda di vino nei supermercati, -6% nei primi 11 mesi del 2022.

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