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venerdì, 14 Giugno 2024

Svolta ONU sul clima per cambiare gli obblighi degli Stati prima che sia troppo tardi

L’ONU ha approvato una storica risoluzione sulla giustizia climatica. Il documento chiede alla Corte internazionale di giustizia (CIG) di emettere un parere consultivo sugli obblighi degli Stati in materia di cambiamento climatico. Proponendo conseguenze legali per le Nazioni che non li applicheranno. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, prima dell’approvazione ha dichiarato: “L’Assemblea Generale dell’ONU si riunisce oggi per esaminare un progetto di risoluzione che chiede alla Corte internazionale di giustizia di emettere un parere consultivo sugli obblighi degli Stati in materia di cambiamento climatico… Se e quando verrà data, tale opinione aiuterebbe l’Assemblea, le Nazioni Unite e i Paesi membri a intraprendere un’azione per il clima più audace e più forte di cui il nostro mondo ha così disperatamente bisogno”. I pareri della Corte – il principale organo giudiziario dell’Onu – anche se consultivi, hanno un’enorme importanza e possono avere un impatto duraturo sull’ ordinamento giuridico internazionale. “La giustizia climatica è sia un imperativo morale che un prerequisito per un’efficace azione globale per il clima”, ha concluso Guterres. La crisi climatica, secondo il parere del segretario generale, può essere superata solo attraverso la cooperazione tra popoli, culture, nazioni, generazioni. Mentre la crescente ingiustizia climatica alimenta le divisioni tra gli esseri umani e minaccia di paralizzare l’azione globale per il clima.

Vanuatu, le isole dove i giovani fanno la differenza

La misura appena chiesta alla Corte Internazionale di Giustizia (lo scorso 29 marzo) è stata sollecitata per anni dai giovani di Vanuatu, l’arcipelago del Sud Pacifico. Lì sono i giovani che fanno la storia, come ricordato nelle sue dichiarazioni anche da Guterres. Sottolineando che, anche se non vincolante, un parere della Corte internazionale di giustizia aiuterebbe molto l’Assemblea generale, l’ONU e gli Stati membri, a intraprendere un’azione più coraggiosa e più forte per il bene della Terra. L’approvazione della risoluzione, co-sponsorizzata da oltre 130 Stati membri, tra i quali anche l’Italia, invia “un messaggio forte e chiaro non solo in tutto il mondo odierno, ma anche in futuro”, ha dichiarato all’assemblea il primo ministro di Vanuatu, Ishmael Kalsakau. Questo arcipelago, situato al limite orientale del Mar dei Coralli, è stato il motore che ha messo in moto una proficua collaborazione tra gli Stati firmatari. I quali, finalmente, hanno deciso di lasciare da parte le differenze e di lavorare insieme per affrontare la sfida più importante del nostro tempo, il cambiamento climatico. Il governo di Vanuatu ha iniziato a fare pressioni per la risoluzione sul clima nel 2021, dopo una campagna avviata da un gruppo di studenti di un’università delle vicine Figi, nel 2019.

Allarme temperature in aumento

L’ONU il 20 marzo 2023 aveva di nuovo dato l’allarme sulle temperature globali in aumento. Ammonendo di nuovo gli Stati membri per non aver fatto abbastanza negli ultimi anni. Gli esperti del clima chiamati dalle Nazioni Unite nel 2018 avevano detto che sarebbe servita una sfida senza precedenti per frenare il riscaldamento globale a 1,5 gradi centigradi.
Oltre un secolo di uso di fonti fossili, di energia non sostenibile e di sfruttamento del suolo hanno alzato la temperatura di 1,1 gradi sui livelli pre-industriali. Gli estremi disastri meteo che viviamo ormai quotidianamente derivano da queste politiche statali inefficienti. Cinque anni dopo l’allarme lanciato dagli scienziati dei 194 Paesi ONU la sfida è diventata ancora più grande a causa della continua crescita di emissioni di gas serra, come ribadiscono gli esperti dell’Ipcc (Intergovernamental panel on climate change). Negli ultimi 10 anni il numero dei morti per siccità, nubifragi e uragani è stato 15 volte più alto. L’Europa rischia un aumento di morti e di malati per stress da calore. Per questo è essenziale non perdere altro tempo. Secondo gli scienziati in questa decade un’azione accelerata di adattamento ai cambiamenti climatici è essenziale. Nel frattempo occorre tagliare subito le emissioni di gas serra in tutti i settori e dimezzarle entro il 2030. Sperando che la risoluzione dell’ONU mostri i suoi primi effetti positivi al più presto.

Oriana Mariotti
Oriana Mariotti
Giornalista pubblicista dal 1997. Esperta di comunicazione a 360° ha partecipato alla nascita di Virgilio.it (Matrix), ex manager Gruppo Fiat e Gruppo L’Espresso. Laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Roma LUMSA.

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