Sudan: continuano combattimenti tra le fazioni in lotta. Operazioni per evacuare i cittadini stranieri. Tajani, “19 italiani già in Egitto”. Piano esfiltrazione via Gibuti

I combattimenti in Sudan tra esercito regolare e paramilitari RSF entrano nella seconda settimana. Al momento nessun tentativo di tregua, anche quella per la fine del Ramadan, ha avuto effettivo successo. La Farnesina sta lavorando per favorire l’evacuazione di circa 200 italiani. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha annunciato che 19 concittadini in crociera nelle acque di Port Sudan sono stati messi in sicurezza. “Grazie al lavoro delle nostre Ambasciate a Khartoum e al Cairo e dell’Unità di Crisi, ora sono sbarcati a Hurghada”, in Egitto. Diversi Paesi – tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Cina e Francia – sono impegnati a favorire la fuoriuscita da Khartoum di diplomatici e cittadini presenti in Sudan. La missione diplomatica dell’Arabia Saudita è già stata evacuata.

Aeroporti

Attualmente tutti gli aeroporti sarebbero sotto il controllo dell’esercito”, a eccezione però dello scalo di Khartoum che sarebbe in mano dei paramilitari. Tajani ha precisato: “L’Ambasciata a Khartoum è pienamente operativa ed è in costante contatto con tutti gli italiani”. La sede diplomatica “può fornire anche viveri e acqua”. Il piano approntato dall’Esercito e dall’Aeronautica, in collaborazione con la Farnesina, prevede il trasferimento via Gibuti, dove sono presenti un contingente e strutture militari italiane. L’organizzazione è affidata al Comando Operativo di Vertice Interforze (Covi), guidato dal generale Francesco Paolo Figliuolo. “Ho parlato con i militari che sono a Gibuti – ha detto Tajani – li ho ringraziati e incoraggiati, esprimendo loro il sostegno e l’apprezzamento del governo. Dobbiamo fare di tutto per tutelare la sicurezza dei nostri connazionali”.

Lotta

La lotta per il potere in Sudan conta già, secondo l’OMS, oltre 400 morti e migliaia di feriti. Proseguono in tutto il Paese i combattimenti tra i militari fedeli al presidente, il generale Abdel Fattah al-Burhan, e le milizie delle le Forze di supporto rapido, del comandante Mohamed Hamdan Dagalo. Nessuna delle due parti in contrasto sembra abbia ancora ottenuto un vantaggio visibile.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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