Economia e clima gli assilli per Millennial e GenZ. Deloitte, 1 giovane su 2 in difficoltà economica e per 7 su 10 arduo mettere su famiglia

Costo della vita, cambiamento climatico e disoccupazione: sono questi i grandi temi che preoccupano i giovani Millennial e GenZ. I Millennial sono la generazione dei nati tra l’inizio degli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta del secolo passato e primi anni Duemila. Generazione Z è quella dei nati tra il 1997 e il 2012, i “nativi digitali” ovvero i primi ad aver avuto l’accesso a Internet sin dall’infanzia. L’inflazione, che gioca pesantemente anche sui tassi dei mutui, è la preoccupazione numero uno per quasi la metà dei Millennial in Italia (46%) e per il 38% della GenZ. Lo rivela l’ultima edizione della “Deloitte Global GenZ and Millennial Survey”.

Campione

Un’indagine condotta su un campione di oltre 22 mila persone in 44 Paesi del mondo e su circa 800 giovani in Italia. “Come ogni anno la Millennial Survey – spiega Fabio Pompei, Ceo di Deloitte Italia – ci consegna uno spaccato molto significativo sulle aspettative e sulle preoccupazioni dei nostri giovani. Dai dati emerge con chiarezza che Millennial e GenZ hanno subito duramente l’impatto dell’inflazione scatenata da pandemia e guerra”. GenZ e Millennial italiani mostrano elevati livelli di preoccupazione per il peso che la situazione economica sta avendo su di loro, incidendo sulla possibilità di creare una famiglia e di acquistare una casa. Il 71% dei Millennial e il 63% della GenZ pensa che sarà molto difficile o impossibile metter su famiglia. E rispettivamente 73% e il 71% pensa che sarà impossibile comprare casa.

Sostenibilità

Seconda preoccupazione: la questione climatica. Lo affermano il 37% dei Millennial e il 34% della GenZ. Per dare il proprio contributo alla sostenibilità ambientale si diffondono nuovi comportamenti. Il 33% dei Millennial e il 35% dei GenZ evita l’abbigliamento fashion, verifica la sostenibilità dei prodotti acquistati (21% e 25%), punta a rendere la propria abitazione più sostenibile (26% e 29%) e adotta una dieta vegan (19% e 17%). «Anche sul fronte del lavoro – rileva Pompei – si consolidano trend molto significativi. Flessibilità, salute mentale, attenzione all’impatto ambientale e sociale sono sempre più importanti per GenZ e Millennial. Molti giovani mettono poi in discussione la gerarchia di valori che dà senso alla loro vita. In Italia 7 intervistati su 10 affermano che famiglia e amici sono più importanti della carriera. Un dato che si riflette nella grande importanza attribuita al ‘work-life balance’ e al lavoro ibrido, ormai considerato ‘new normal’”. Interrogati sulla modalità lavorativa ideale, la soluzione più desiderata (27% Millennial e 24% GenZ) è quella della piena flessibilità, ovvero la possibilità di stabilire in autonomia se lavorare in ufficio o da remoto. Per garantire un migliore work-life balance il 38% dei Millennial e 39% della GenZ vorrebbe la settimana lavorativa da 4 giorni.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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