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venerdì, 14 Giugno 2024

Giornata mondiale senza tabacco: contro dipendenza da fumo chiedere aiuto è il primo passo. Fiorenza Perris (Unobravo), “terapia psicologica risorsa preziosa”

La terapia psicologica è una valida alleata per dire definitivamente addio alle sigarette. Il 31 maggio ricorre la Giornata mondiale senza tabacco, istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1988, con l’obiettivo di sensibilizzare sugli effetti negativi che il fumo ha sulla salute. Il fumo di tabacco è una delle dipendenze da sostanze più diffuse in Italia e nel mondo. Per l’OMS costituisce, a livello globale, la maggiore minaccia per la salute e il primo fattore di rischio delle malattie croniche non trasmissibili. Ogni anno causa oltre 8 milioni di morti, un numero di vittime addirittura maggiore rispetto a quelle imputabili a incidenti stradali, alcol o altre droghe.

Fumatori

Ad oggi, nel mondo, ci sono oltre un miliardo di fumatori, di cui circa l’80% vive in Paesi a basso e medio reddito. Il 70% dei consumatori inizia a fumare prima dei 18 anni di età e il 94% entro il compimento dei 25 anni. Nell’Unione Europea, il consumo di tabacco rappresenta il principale fattore di rischio per la salute ed è responsabile di oltre 700mila decessi all’anno. Circa il 50% dei fumatori muore prematuramente, perdendo in media 14 anni di vita. Il tabacco è anche la causa del 27% dei casi di cancro prevenibile. Inoltre, i fumatori risultano essere più soggetti a tutta una serie di malattie correlate all’assunzione del tabacco, come problemi cardiovascolari e respiratori. In Italia, secondo i dati ISTAT, i fumatori dai 14 anni in su sono quasi 10 milioni, il 19% della popolazione. Fuma il 22,9% degli uomini contro il 15,3% delle donne. Il consumo di tabacco risulta più diffuso nella fascia d’età tra i 25 e i 44 anni, coinvolgendo circa 1 persona su 4.

Comportamento

Il consumo di sigarette è un comportamento appreso e influenzato dal contesto sociale di appartenenza, dalle abitudini, dall’ambiente familiare e culturale. Tutti fattori che contribuiscono, poi, a consolidare l’idea che fumare sia qualcosa di necessario e irrinunciabile. E come ciliege, avvelenate, una sigaretta tira l’altra. Oltre alla dipendenza fisica, la nicotina crea anche una forte dipendenza psicologica. “La dipendenza da tabacco – spiega la dottoressa Valeria Fiorenza Perris, psicoterapeuta e Clinical director del servizio di psicologia online Unobravo – non si limita alla sola componente fisica, ma include anche una dipendenza psicologica profonda. Il fumo diventa un modo per gratificarsi, calmarsi o affrontare situazioni emotive difficili. Una sorta di anestetico per affrontare lo stress, l’ansia o, semplicemente, per provare sollievo”.

Elettroniche

Le sigarette light o elettroniche sono un metodo poco efficace per smettere davvero di fumare. Smettere è assolutamente possibile, è però un processo complesso. Soltanto una piccola percentuale, approssimativamente tra l’1% e il 4% dei fumatori, riesce a smettere senza alcun tipo di aiuto. Per Fiorenza Perris: “Chiedere aiuto è il primo passo. In questo senso, la psicoterapia può essere uno strumento prezioso. Con il supporto del terapeuta, le persone possono imparare a riconoscere e gestire le emozioni, lo stress e i pensieri disfunzionali che spesso alimentano il desiderio di fumare. La consulenza di un terapeuta specializzato può aiutarci ad abbracciare un nuovo stile di vita, senza fumo e più salutare”. Oltre a offrire terapie individuali, Unobravo si rivolge anche alle aziende. Più in generale e con riferimento soprattutto ai giovani, la prevenzione si rivela una strategia molto efficace.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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