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giovedì, 20 Giugno 2024

A New York la mostra “Transatlantic Bridges: Corrado Cagli, 1938-1948”. L’artista della Scuola romana, ebreo e omosessuale, perseguitato dal fascismo

Inaugurata a New York la mostra “Transatlantic Bridges: Corrado Cagli, 1938-1948”, dedicata all’artista capofila della Scuola romana, il gruppo di pittori attivi a Roma tra gli anni Venti e gli anni Quaranta del Novecento. L’esposizione, curata dal professor Raffaele Bedarida dell’università Cooper Union di New York, accende i riflettori sull’affascinante viaggio umano e intellettuale intrapreso dall’artista di origini ebraiche durante gli anni trascorsi negli Stati Uniti. Cagli (1910-1976) fu costretto a lasciare l’Italia per sfuggire alla censura e alla persecuzione del regime fascista.

CIMA

La mostra resterà aperta fino al prossimo 27 gennaio, presso il Center for Italian Modern Art (CIMA) al 421 di Broome Street, nel quartiere di SoHo nella Lower Manhattan. Nato ad Ancona, Cagli incontrò nella capitale artisti come Giuseppe Capogrossi ed Emanuele Cavalli, con i quali condivise la ricerca di un incontro tra la modernità del linguaggio post-cubista e l’arte antica. A seguito delle leggi razziali nel 1938 e dell’intensificarsi degli attacchi nei confronti della sua persona e della sua opera, anche per il suo essere apertamente omosessuale, scelse di cercare rifugio negli Stati Uniti. In America divenne una figura influente nel mondo culturale ed artistico degli emigrati a New York.

Surrealismo

Trovò rispondenza nell’ambiente neoromantico facente capo alla Julian Levy Gallery e al Wadsworth Atheneum. Fu attivo nell’ambiente dei surrealisti antagonisti del poeta André Breton, il teorico del movimento artistico e letterario d’avanguardia. Si legò della rivista View e divenne protagonista di un momento fondamentale della cultura gay di New York, collaborando con la Ballet Society del coreografo e danzatore russo George Balanchine e con Harper’s Bazaar, esponendo alla galleria di Alexander Iolas. Mentre infuriava la Seconda guerra mondiale, Cagli si arruolò nell’esercito americano e partecipò a eventi storici, quali il D-Day e la liberazione del campo di concentramento di Buchenwald. Alla fine della guerra giocò un ruolo cruciale nel ristabilire i legami culturali tra Italia e Stati Uniti, collaborando con il MoMA, Irene Brin e la galleria romana L’Obelisco.

Tiro a Segno

La mostra al Center for Italian Modern Art include disegni, dipinti, foto ed ephemera. Esplora non solo i temi della guerra, dell’esilio e della discriminazione, ma mette anche in luce il poliedrico impegno di Cagli con l’ambiente surrealista e neoromantico di New York. La mostra è accompagnata da un nutrito calendario di eventi aperti al pubblico, in collaborazione con il Centro Primo Levi, che ha pubblicato l’edizione in lingua inglese del libro del professor Bedarida su Cagli. La mostra, corredata da un catalogo ideato in collaborazione con l’Archivio Cagli di Roma, si giova del sostegno della Fondazione Tiro a Segno di New York, il più antico club di origini italiane negli Stati Uniti.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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