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venerdì, 14 Giugno 2024

Gaza, il filosofo Habermas definisce la guerra di Israele ai terroristi di Hamas “giustificata in linea di principio”

Il filosofo Jurgen Habermas, esponente della celeberrima Scuola di Francoforte, ha pubblicato una lettera aperta sulla guerra in Medio Oriente. Il testo, che ha raccolto altre tre firme di prestigio, afferma la solidarietà a Israele e agli ebrei in Germania. Habermas, 94 anni, è tra i principali esponenti di quella che è stata definita la “culla della teoria critica”, assieme a personalità chiave nella ricerca filosofico-sociologica moderna, come Theodor Adorno, Max Horkheimer e FriedrichPollock. Oltre al noto filosofo hanno firmato il documento il politologo Rainer Forst, l’avvocato Klaus Gunter e la ricercatrice per la pace Nicole Deitelhoff. Il conciso testo intitolato “Principi di solidarietà” si articola in tre paragrafi. È apparso sul sito web del centro di ricerca “Normative Orders” dell’Università Goethe di Francoforte.

Principi

Secondo gli autori ci sono molte “prospettive contrastanti” sulla situazione attuale, motivo per cui è necessario rispettare alcuni principi. La risposta di Israele al sanguinario attacco terroristico di Hamas è giustificata, ma gli autori raccomandano venga portata avanti dal governo di Gerusalemme tenendo in conto i principi di proporzionalità, evitando vittime civili e intraprendendo la guerra con la prospettiva di una pace futura. Tuttavia, di sicuro, non aiuta nella valutazione se “alle azioni israeliane vengono attribuite intenzioni genocide”. Ecco il testo integrale.

“Principi di solidarietà. Una dichiarazione”

“L’attuale situazione creata dall’estrema atrocità di Hamas e dalla risposta di Israele ha portato a una cascata di dichiarazioni e proteste morali e politiche. Riteniamo che tra tutte le opinioni contrastanti espresse, ci siano alcuni principi che non dovrebbero essere contestati. Sono la base di una solidarietà giustamente intesa con Israele e gli ebrei in Germania”.

Reagire

“Il massacro di Hamas, con l’intento dichiarato di eliminare la vita ebraica in generale, ha spinto Israele a reagire. Il modo in cui viene attuata questa ritorsione, giustificata in linea di principio, è oggetto di dibattito controverso; i principi di proporzionalità, la prevenzione delle vittime civili e la condotta di una guerra con la prospettiva di una pace futura devono essere i principi guida. Nonostante tutta la preoccupazione per il destino della popolazione palestinese, tuttavia, i criteri di giudizio slittano completamente quando alle azioni di Israele vengono attribuite intenzioni genocide”.

Antisemitismo

“In particolare, le azioni di Israele non giustificano in alcun modo reazioni antisemite, soprattutto in Germania. È intollerabile che gli ebrei in Germania siano nuovamente esposti a minacce alla vita e all’incolumità fisica e debbano temere la violenza nelle strade. L’etica democratica della Repubblica Federale Tedesca, orientata all’obbligo del rispetto della dignità umana, è legata ad una cultura politica per la quale la vita ebraica e il diritto di esistere di Israele sono elementi centrali degni di particolare tutela alla luce dei crimini di massa di l’era nazista. L’impegno in questo senso è fondamentale per la nostra vita politica. I diritti elementari alla libertà e all’integrità fisica. nonché alla protezione dalla diffamazione razzista sono indivisibili e si applicano equamente a tutti. A questo devono attenersi anche tutti coloro che nel nostro Paese hanno coltivato sentimenti e convinzioni antisemite dietro ogni tipo di pretesto e ora vedono una gradita opportunità per esprimerli senza inibizioni”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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