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venerdì, 23 Febbraio 2024

Africa: Piano Mattei, per approccio paritario e non predatorio con Europa e G7. Meloni, “non carità, ma cooperazione strategica”

L’Italia intende giocare fino in fondo la carta del Piano Mattei per un nuovo rapporto paritario e non predatorio con l’Africa. I contenuti verranno presentati nell’imminente Conferenza Italia-Africa, il 28 e 29 gennaio prossimi a Roma. Con il Piano, costruito progressivamente nel corso dell’ultimo anno, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha inteso “costruire una priorità diversa” per il rapporto dell’Italia e dell’Europa, ma anche del G7 con il Continente africano.

Focus

Si tratta di “un focus fondamentale della presidenza italiana del G7 – ha chiarito la premier, in occasione della prima conferenza stampa del 2024 -. Non ci stiamo rendendo conto di che cosa sta accadendo in Africa, del combinato disposto tra un continente che è potenzialmente ricchissimo, soprattutto di materie prime critiche, e una destabilizzazione, in alcuni casi voluta e costruita, che noi paghiamo più di chiunque altro”. Di qui la necessità di “lavorare in maniera completamente diversa in Africa”, abbandonando ciò che finora non ha funzionato e cioè “un certo approccio paternalistico, quando non predatorio. Quello che va fatto in Africa non è carità, ma costruire rapporti di cooperazione seri, strategici, da pari a pari”.

Energia

Una mossa decisiva anche per fronteggiare il fenomeno epocale della migrazione. In Africa, rimarca Meloni, occorre “difendere il diritto a non dover emigrare, prima ancora del diritto a poter emigrare. E questo si fa con investimenti e con una strategia”. Il Piano Mattei può essere un’idea, per favorire l’aggregazione di altri Paesi, che oggi “lavorano in ordine sparso e fare invece un lavoro serio con il Continente africano”. Tra gli ambiti di lavoro quello dell’energia, che mette insieme gli interessi di Africa ed Europa, “perché l’Africa è potenzialmente un enorme produttore di energia e l’Europa ha un problema approvvigionamento energetico. Si può lavorare con investimenti sulla produzione soprattutto di energia pulita“, che portano lavoro e sviluppo.

Priorità

In parallelo ci saranno anche altri tipi di lavoro, a partire dall’acqua, dove l’Italia può portare un suo valore aggiunto, e dalla formazione. “Ho trovato straordinario – ha sottolineato Meloni, ricordando la sua missione ad Addis Abeba – il lavoro che hanno fatto e fanno in Africa diverse scuole italiane”. Una serie di filoni, che per Meloni vanno “circoscritti. Un errore che abbiamo fatto in passato è stato quello di disperdere troppo le risorse in progetti piccoli, piuttosto che concentrarci su alcune grandi priorità. Il lavoro che voglio fare con il Piano Mattei è scegliere le priorità e immaginare dei primi Paesi partner con cui mettere a terra i progetti. Un primo embrione per poi moltiplicare le iniziative con l’aiuto degli investitori privati e si spera di altri Paesi che vogliano condividere questa strategia con noi”.

Decreto

Già martedì 9 gennaio la Camera è convocata per la conversione del decreto contenente disposizioni urgenti per il Piano Mattei per lo sviluppo del Continente africano, approvato in prima lettura dal Senato. Per coordinare le attività del Piano di durata quadriennale è prevista la creazione di una cabina di regia, presieduta dalla presidente del Consiglio, composta dal ministro degli Esteri e dagli altri ministri, dal presidente della Conferenza delle regioni, da Ice (l’agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), Cassa depositi e prestiti e Sace (il gruppo assicurativo-finanziario specializzato nel sostegno alle imprese) .

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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