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sabato, 20 Aprile 2024

Pet therapy, un rimedio contro il blue monday: i nostri fedeli amici ci aiutano a combattere stress e ansia quotidiani

L’approccio al cosiddetto Blue Monday, il giorno considerato il più triste dell’anno, che quest’anno cade il 15 gennaio, può diventare un’occasione di riflessione e introspezione, dedicata a se stessi ma lontana dalla malinconia. Un valido alleato in questa sfida è rappresentato dai nostri amici pelosi, cani e gatti, che spesso sono al nostro fianco nei momenti difficili, capaci di regalarci un sorriso e alleggerire la giornata. La pet therapy, riconosciuta a livello internazionale come un efficace metodo di miglioramento del benessere psico-fisico, offre un valido contributo in questo contesto. La dottoressa Costanza Delsante, medico veterinario e consulente nutrizionale di Amusi, un brand italiano specializzato in prodotti personalizzati per la nutrizione e il benessere del cane, sottolinea come l’interazione uomo-animale, in particolare con i cani, possa influenzare positivamente la nostra salute.

Perché fa bene

“Prendersi cura di un animale può contrastare l’impatto negativo dello stile di vita moderno, spesso stressante, ansiogeno e frenetico,” afferma la dott.ssa Delsante. Gli aspetti positivi a livello fisiologico sono molteplici: si assiste a un abbassamento della frequenza cardiaca, una diminuzione dello stress e un aumento dello stato di rilassamento a livello del sistema nervoso autonomo, e una maggiore produzione di ossitocina ed endorfine, ormoni collegati alla sensazione di calma, accompagnata da una riduzione dei livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. Inoltre, l’affetto e la cura dedicati al nostro amico peloso rappresentano una vera e propria iniezione di benessere per noi. Un ulteriore vantaggio derivante dal possedere un cane è l’incremento dell’attività fisica. Le passeggiate, diventate un obbligo quotidiano, vanno viste come un’opportunità per il benessere di entrambi, padrone e animale. Questo momento diventa fondamentale per la salute complessiva della persona, offrendo movimento, opportunità di uscire di casa e l’occasione di fare socializzazione, sia per il padrone che per il cane.

Migliora anche l’autostima

Infine, traiamo benefici significativi dal rapporto con il nostro animale anche dal punto di vista psicologico. Diversi studi hanno approfondito l’importanza del legame uomo-cane su individui affetti da depressione, evidenziando un effetto ansiolitico. Inoltre, gli anziani, grazie all’interazione con cani-assistenziali, hanno sperimentato un notevole sollievo dalla sensazione di solitudine. Il legame con il nostro animale è veramente unico, rappresentando un essere vivente che ci ama incondizionatamente e non ci giudica, dipendente da noi e in cerca di attenzioni. Il rapporto è vincente per entrambi, poiché il cane necessita di un’interazione quotidiana e stimolante con il padrone, caratterizzata da attenzioni, cure, gioco e coccole equilibrate. Come sottolinea la dottoressa Delsante, “prendersi cura del nostro pet non solo migliora la nostra autostima, ma ci rende anche responsabili e ci offre uno scopo, instaurando una benefica routine quotidiana”. La reciprocità di affetto e cura crea un legame che va oltre il semplice rapporto padrone-animale, contribuendo al benessere mentale e allo sviluppo di una connessione emotiva profonda. In questo contesto, il ruolo dell’animale va oltre quello di compagno, trasformandosi in un supporto emotivo prezioso, capace di alleggerire lo stress quotidiano e fornire un costante senso di compagnia e comprensione.

Efficace strumento di cura

Il termine “pet-therapy”, coniato nel 1964 dallo psichiatra infantile Boris M. Levinson, indica l’utilizzo degli animali da compagnia per curare specifiche malattie. In Italia, si preferisce il termine “interventi assistiti con gli animali” (IAA). Le “Linee Guida Nazionali per gli Interventi Assistiti con gli Animali”, approvate nel marzo 2015, stabiliscono standard operativi e definiscono compiti e responsabilità delle figure coinvolte (veterinari, medici, psicologi, educatori, educatori cinofili, etologi). Indicano anche i percorsi formativi necessari per lavorare in questo campo. Numerose evidenze scientifiche dimostrano l’efficacia degli animali come strumento di cura, specialmente in contesti come ospedali e case di riposo per anziani. La presenza di un animale favorisce la comunicazione e le relazioni sociali, agendo come “rompighiaccio”. Anche per persone con disturbi dello spettro autistico, l’introduzione di cani nelle sedute terapeutiche ha portato a miglioramenti significativi, come un aumento dell’attenzione, delle interazioni sociali e una riduzione delle stereotipie comportamentali.

Oriana Mariotti
Oriana Mariotti
Giornalista pubblicista dal 1997. Esperta di comunicazione a 360° ha partecipato alla nascita di Virgilio.it (Matrix), ex manager Gruppo Fiat e Gruppo L’Espresso. Laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Roma LUMSA.

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