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giovedì, 20 Giugno 2024

Safer Internet Day: 6 febbraio Giornata mondiale per la sicurezza in Rete. Fiorenza Perris (Unobravo), “attenzione a rischio IAD, quando il web dà dipendenza”

Il Safer Internet Day, la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete, del 6 febbraio arriva quest’anno a pochi giorni dalle scuse pubbliche, di fronte al Senato Usa, del boss di Meta, Mark Zuckerberg, per le giovani vittime indotte dalle piattaforme social. Il lato oscuro dei social media può avere conseguenze gravi sulla salute mentale dei più giovani e non solo. Tra le insidie e le dipendenze prodotte dalla crescente e inarrestabile connettività, emerge l’Internet Addiction Disorder (IAD), termine coniato nel 1995 dallo psichiatra statunitense Ivan Goldberg. Un comportamento compulsivo legato all’utilizzo eccessivo di Internet e dei dispositivi digitali connessi alla rete, vera e propria forma di abuso-dipendenza senza sostanza.

Esponenziale

“Chi ne è affetto – segnala dottoressa Valeria Fiorenza Perris, psicoterapeuta e Clinical director di Unobravo – sperimenta un aumento esponenziale delle ore dedicate alla navigazione online, talvolta maturando la consapevolezza di non riuscire più a sospenderne o limitarne l’uso. I soggetti colpiti possono trascorrere ore e ore in rete, navigando su siti, utilizzando i social media, chattando, giocando ai videogames, guardando video o facendo acquisti online”. Lo IAD può avere un impatto negativo sul benessere psicofisico con mal di testa, dolore muscolare, disturbi del sonno, affaticamento e mancanza di concentrazione. Inoltre, qualora l’accesso a internet fosse impossibilitato, potrebbero verificarsi sintomi di astinenza, come irritabilità o ansia”.

Relazioni

La dottoressa Fiorenza Perris rimarca: “L’utilizzo prolungato di internet spesso può andare a discapito delle relazioni interpersonali o di altre attività più importanti e necessarie. Il mondo virtuale potrebbe, col tempo, andare a costituire una vera e propria dimensione parallela. Un luogo mentale in cui rifugiarsi, con una marcata tendenza all’isolamento fino a sfociare nella Sindrome di Hikikomori”, che porta a ritirarsi volontariamente dalla vita sociale per lunghi periodi”. Varie le possibili sfaccettature dello IAD: dall’Internet Gaming Disorder, la dipendenza dai videogiochi, all’Online Shopping Addiction; dalla Cybersexual Addiction alla Cyber-Relational Addiction, all’Information Overload, il sovraccarico cognitivo.

Strategie

“La dipendenza da internet – rileva la dottoressa Valeria Fiorenza Perris – può colpire individui di diverse età, sesso e background e ciò la rende un problema molto insidioso. Adottare alcune strategie mirate può essere d’aiuto, ad esempio creare una routine giornaliera che includa momenti senza l’utilizzo di dispositivi digitali o periodi di digital detox, ovvero di disconnessione completa. Parallelamente è importante incoraggiare a coltivare le relazioni offline e valorizzare le connessioni reali. In questo senso la terapia psicologica può essere uno strumento prezioso, in particolare la psicoterapia cognitivo-comportamentale offre un valido approccio”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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