Presidenziali USA: il 5 novembre sarà ancora match Biden/Trump. Il Super Tuesday conferma il loro vantaggio verso la nomination, ma tra i repubblicani resta Haley con un appeal diverso

Il prossimo 5 novembre il match per la Casa Bianca sarà ancora tra Joe Biden e Donald Trump. Lo ha confermato il risultato del Super Tuesday, con milioni di elettori statunitensi alle urne per le primarie democratiche e repubblicane in 15 Stati. I candidati stanno conquistando i delegati necessari per ottenere la nomination: la convention del GOP è prevista dal 15 al 18 luglio a Milwaukee in Wisconsin, mentre i democratici si riuniranno dal 19 al 22 agosto a Chicago in Illinois.

Sassolino

Negli ingranaggi trumpiani resta comunque il sassolino, Nikki Haley. L’ex ambasciatrice all’ONU ha vinto a sorpresa nel Vermont e la sua presenza conserva un valore politico, nonostante gli esorcismi del tycoon. Per Biden, che può rivendicare all’azione della sua amministrazione l’ottima performance dell’economia USA, il potenziale punto debole resta invece l’orientamento di quegli elettori, prevalentemente musulmani, contrari al sostegno accordato da Washington a Israele. Insomma, se una parte dei sostenitori di Haley potrebbero non votare per Trump, esiste il rischio per Biden che una fetta degli elettori pro-Pal possa orientarsi su un candidato indipendente, magari quel Robert F. Kennedy Jr, il no vax erede della famosa famiglia che vorrebbe ritagliarsi un ruolo da anti-establishment.

Voce

Gli elettori americani oggi hanno “fatto sentire la loro voce” e il risultato, ha rimarcato Biden, suggerisce che intendono “contrastare il piano estremista di Trump di portarci indietro nel caos, nella divisione e nell’oscurità “. Secondo Biden, il tycoon è “concentrato sulla propria vendetta e sulla punizione” da infliggere al popolo americano, con l’obiettivo finale di “distruggere la nostra democrazia”. Un appello particolare al mondo femminile per sconfiggere il programma trumpiano di “strappare libertà fondamentali, come la capacità delle donne di prendere le proprie decisioni in materia sanitaria”. Di qui l’appello “a ogni democratico, repubblicano e indipendente che crede in un’America libera e giusta. Questo è il nostro momento, questa è la nostra battaglia. Insieme vinceremo”.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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