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sabato, 20 Aprile 2024

Olanda: smacco Wilders, nessuno si vuole alleare con lui. Il leader populista deve rinunciare alla candidatura a premier, ipotesi governo tecnico

La vittoria elettorale in Olanda a novembre scorso del populista di destra radicale, Geert Wilders, era stata uno choc per la politica in tutta Europa. I Paesi Bassi sono uno dei membri fondatori dell’Unione Europea. Dopo quasi quattro mesi di estenuanti trattative, Wilders ha annunciato di ritirare la sua candidatura a primo ministro. Il suo Partito della Libertà (PVV) era emerso primo dalle urne. Tuttavia, con 37 seggi su 150 alla Tweede Kamer der Staten-Generaal non aveva da solo la maggioranza per formare il governo. Tutti i potenziali partner di destra e di centro hanno respinto l’ipotesi di un esecutivo guidato dal leader estremista.

Bandiera bianca

Wilders ha dovuto alzare bandiera bianca: “Posso essere premier – ha scritto su X – soltanto con il sostegno di tutti, è ciò non è stato”. Le settimane di trattative con i conservatori del VVD del precedente premier Rutte, con il neonato movimento anti-establishment Nuovo Contratto Sociale (NSC) e con il partito dei contadini BBB si sono bloccate sul paletto posto dagli interlocutori, che escludeva la presenza nel governo di tutti i leader delle varie formazioni, naturalmente Wilders compreso. Su X il leader estremista sostiene: “Vorrei un governo di destra. Meno diritto di asilo e immigrazione. Gli olandesi al primo posto. L’amore per il mio Paese e per i miei elettori è grande e più importante della mia posizione personale”. In un post successivo non si preclude future rivincite: “E non dimenticate: diventerò comunque primo ministro dei Paesi Bassi. Con il sostegno di ancora più olandesi. Se non domani, dopodomani”.

Peso

Intanto, nei corridoi del Parlamento olandese, che la prossima settimana ratificherà lo smacco personale di Wilders, si fa strada la probabilità di un governo tecnico, con componenti formalmente non collegati in modo diretto ad alcun partito. Se l’ipotesi andrà in porto, gli osservatori segnalano che in ogni caso il PVV avrà un peso politico non irrilevante sull’operato del nuovo esecutivo.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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