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lunedì, 27 Maggio 2024

La battaglia di Schlein con l’immagine di Berlinguer, la sfida a Meloni e agli sgambetti di grillini e verdirossi

Dai nemici mi guardo io, dagli amici mi guardi Iddio. Elly Schlein affronta a viso aperto lo scontro diretto con Giorgia Meloni per una visione alternativa di Paese. Diversa cosa la gestione del lavorio ai fianchi del maggior partito d’opposizione portato avanti dagli “amici” del campo largo. Alla doppiezza di personaggi e di formazioni alla perenne ricerca di ossigeno, la segretaria del Pd ha sempre risposto con il mantra dell’impegno “testardamente unitario”, rafforzato ora dell’immagine di Enrico Berlinguer al quale è dedicata la tessera 2024 del Pd.

Farsi belli

Ma da un lato il grillino Giuseppe Conte, ispirato dal ‘giornalone’ di Travaglio, e dall’altro l’Alleanza Verdi Sinistra continuano a farsi bellamente gli affaracci loro. Vogliono farsi belli per le europee, ma intanto la protratta azione di disturbo farà sentire i suoi effetti negativi a stretto giro di posta nel voto del prossimo fine settimana in Basilicata. Conte sta sempre lì lancia in resta, dicono che il suo obiettivo sia di superare i dem alle europee e di riproporsi poi come futuro candidato premier. In questa caccia alla poltrona guida le vedove e i vedovi del reddito di cittadinanza e del superbonus e alza la bandiera bianca della resa agli aggressori internazionali, definendola come pacifismo. Idem con patate sul fronte verde-rosso, dove per altro ci si accontenterebbe di superare lo sbarramento del 4%. Immemori della figuraccia Soumahoro, si lasciano indietro le idee green e si punta ancora sulle candidature spettacolo, annunciando quella dell’attivista Ilaria Salis, alla ribalta delle cronache per le drammatiche foto in catene nell’Ungheria di Orban.

Berlinguer

Schlein deve fronteggiare i continui sgambetti e cercare di ottenere per il Pd un risultato sopra o vicino, ma non sotto, la soglia psicologica del 20%. Per questo vuole proporre candidati credibili e autorevoli, tiene la barra dritta sui fronti caldi internazionali di Ucraina e Medio Oriente e contrasta la destra su tutti i fronti: salario minimo, 194, fine vita, diritto allo studio, sanità pubblica. Il leitmotiv della campagna del Pd è “L’Europa che vogliamo”, per un progetto europeo che tenga insieme le due sfide epocali: la giustizia sociale e quella climatica. Significativo l’omaggio a Enrico Berlinguer per la nuova tessera del Partito Democratico. Risposta precisa alla intransigenza moralista urlata dai populisti. Insomma, per chi vuole costantemente sottrarsi all’impegno unitario per battere la destra non c’è trippa per gatti. A chi perde tempo nella futile ricerca di ribaltoni nell’opposizione, Schlein risponde con la forza popolare del partito delle primarie, che ha come obiettivo numero uno quello di battere la destra, per dare al Paese un nuovo destino, lontano da tutte le tentazioni neocesariste.






Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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