Israele avrebbe colpito l’Iran all’alba, in risposta all’attacco con missili e droni lanciato da Teheran nella notte tra sabato 13 e domenica 14 aprile. Ordigni avrebbero colpito una base aerea militare vicino alla città di Isfahan nella parte centrale del Paese. Israele non ha rilasciato commenti ufficiali e non vi è stato alcun cambiamento nelle istruzioni impartite ai civili dal Comando del Fronte Interno dell’IDF. I leader israeliani avevano minacciato, nonostante i tentativi di dissuasione da parte degli alleati occidentali, di rispondere agli attacchi dell’Iran. Il rischio concreto è quello di uno scontro diretto, destinato a infiammare tutto il Medio Oriente.
Impianti nucleari
Al momento le autorità iraniane sembrano minimizzare la portata dell’episodio. Risulta annullato il blocco dello spazio aereo. L’emittente statale iraniana IRIB ha sostenuto che Isfahan è “sana e salva”. Le principali agenzie di stampa iraniane hanno comunque riferito del rumore di esplosioni presso un aeroporto non lontano dalla città, dove sono presenti impianti nucleari. Isfahan è la terza città più popolosa dell’Iran, ospita una serie di strutture industriali e militari legate proprio allo sviluppo dell’atomica iraniana. Il capo dell’agenzia spaziale iraniana, Hossein Dalirian, su X ha scritto che piccoli droni “sono stati abbattuti con successo dalla difesa aerea del paese” e che, a sua conoscenza, non c’è stato “nessun attacco missilistico”, ma “tentativo fallito e umiliante” di attaccare con “quadcotteri”.
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