back to top
34.2 C
Roma
martedì, 23 Luglio 2024

Putin in Corea del Nord e Vietnam sotto lo sguardo attento di Pechino. In Cina smantellato ‘memoriale’ della passeggiata di Xi con Kim

L’attivismo del presidente russo Vladimir Putin in Oriente ha un osservatore attento, Pechino. La Cina monitora scrupolosamente le viste ufficiali del capo di Mosca in Corea del Nord e in Vietnam, Paesi che rientrano nella sfera strategica più stretta, il cosiddetto cortile di casa, della Cina. Anche se ufficialmente Pechino ha accolto “con favore” il vertice tra Putin e Kim Jong-un, c’è massima cautela sugli sviluppi della nuova “amicizia” tra Mosca e Pyongyang. Insomma, un mix geopolitico di interessi non facile da interpretare e dipanare.

Cruciale

La Cina sicuramente soppeserà con cura l’annunciata offerta di tecnologia russa, anche missilistica, ai nordcoreani. “Putin – rileva un’analisi della BBC – potrebbe comunque rendersi conto che non vale la pena infastidire la Cina”. Pechino acquista regolarmente petrolio e gas russi e rimane un interlocutore cruciale per Mosca, isolata e sanzionata dall’Occidente dopo l’aggressione all’Ucraina. E anche Kim, nonostante sotto sotto aspiri a una maggiore autonomia da Pechino, è cosciente che l’80, se non il 90%, del suo commercio internazionale dipende dalla Cina, in un mondo che lo ha isolato ancor più della Russia.

Missili

Resta il fatto che, alla fine del 2023, Mosca ha fornito bestiame alla Corea del Nord e nei primi cinque mesi di quest’anno ha esportato più di 1.270 tonnellate di grano e circa 1.000 tonnellate di mais. Ma soprattutto dalla Russia sono arrivate a Pyongyang nel marzo scorso oltre 165mila tonnellate di petrolio raffinato, in chiara violazione delle sanzioni internazionali. Occorre ricordare che nel settembre 2017, proprio a seguito dei test nucleari e missilistici nordcoreani, la Cina aveva annunciato la limitazione delle esportazioni di petrolio e vietato l’import di prodotti tessili da Pyongyang. Che non tutto andasse liscio, lo aveva dimostrato nel maggio scorso il lancio di missili balistici da parte della Corea del Nord, proprio mentre il primo ministro cinese Li Qiang arrivava a Seul per partecipare al vertice trilaterale con Corea del Sud e Giappone. Pechino ci tiene e parecchio a mostrare il suo ruolo sulla scena globale e lo ha fatto anche impegnandosi nelle mediazioni tra Iran e Pakistan e tra Iran e Arabia Saudita.

Simboli

E poiché i simboli nelle culture asiatiche contano, al quotidiano sudcoreano JoongAng Ilbo non è sfuggita la rimozione dall’isola di Bangchui, nei pressi della città di Dalian nella Cina nord-orientale, del cosiddetto “Omaggio dell’Impronta”, il memoriale per celebrare l’incontro tra Xi Jinping e Kim Jong-un del 2018. Allora il momento clou fu la passeggiata sulla spiaggia fianco a fianco dei due leader, accompagnati soltanto dagli interpreti. Delicatissima poi la questione dei rapporti con il Vietnam, Paese che ha una disputa in corso con la Cina nel Mar Cinese Meridionale. Pechino rivendica i diritti su alcuni isolotti strategici per i traffici marittimi commerciali, la pesca e per lo sfruttamento delle riserve di petrolio e gas. Hanoi sembrava aver scelto l’ombrello USA per contenere quelle che percepisce come minacce da parte del gigante asiatico. Ma la missione di Putin a Hanoi potrebbe aprire nuovi scenari, che non possono lasciare Pechino indifferente. Non è per esempio da trascurare la presenza di società energetiche di Mosca a fianco del Vietnam, nei progetti di sfruttamento degli idrocarburi in alcune delle aree contestate con la Cina.



Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

Altro dall'autore

Articoli più letti