back to top
34.2 C
Roma
martedì, 23 Luglio 2024

Bolivia: fallisce tentativo di golpe contro il presidente Arce. Arrestato a La Paz il generale ribelle Zuniga

Fallisce in poche ore in Bolivia il colpo di stato tentato dall’ex capo dell’esercito, Juan Jose Zuniga. Il presidente socialista pragmatico, Luis Arce, mantiene il controllo del Paese dell’America latina senza sbocco sul mare e nomina un nuovo comandante militare. Immediata è stata la risposta popolare in difesa della democrazia, dopo l’allarme via social lanciato dallo stesso Arce. “Denunciamo le mobilitazioni irregolari di alcune unità dell’esercito boliviano. La democrazia deve essere rispettata”, aveva scritto il presidente su X nei minuti successivi all’ingresso di Zuniga nel palazzo presidenziale.

Bolivia: fallisce tentativo di golpe contro il presidente Arce. Arrestato a La Paz il generale ribelle Zuniga
(foto da schermata account X)

Coraggio

La Centrale dei Lavoratori Boliviani (COB) ha lanciato un appello a “insorgere contro i golpisti” e ha dichiarato lo sciopero generale. I soldati guidati da Zuniga hanno preso brevemente il controllo dell’area intorno al palazzo nella centrale da Plaza Murillo a La Paz e un blindato ha sfondato una porta di ingresso. Con lo stesso coraggio dell’ex presidente socialista del Cile, Salvador Allende, ma sicuramente con maggior fortuna rispetto ai militari golpisti, Arce ha affrontato Zuniga in modo deciso – come mostrano alcuni video – nel corridoio del palazzo presidenziale. Arce ha immediatamente provveduto a nominare nuovi vertici militari e il neo comandante generale dell’esercito, José Wilson Sánchez, ha ordinato alle truppe di rientrare nelle caserme.

Democrazia

Mentre i soldati si ritiravano, migliaia di sostenitori di Arce hanno inondato la piazza sventolando bandiere boliviane. “Nessuno può portarci via la democrazia che abbiamo conquistato”, ha detto Arce a pugno chiuso ai suoi sostenitori dal balcone del palazzo presidenziale. A sostegno della democrazia si è subito schierato, nonostante i dissensi politici che lo dividono da Arce, l’ex presidente socialista radicale, Evo Morales. Nel 2019 proprio Morales era stato obbligato a lasciare il potere, dopo che i militari in una sorta di golpe bianco gli avevano negato la protezione. Zuniga prima del tentato putsch si era dichiarato contro una ricandidatura di Morales alle prossime elezioni presidenziali del novembre 2025. Nello stesso tempo aveva detto di voler liberare i “prigionieri politici”, tra cui la ex presidente ad interim, la moderata Jeanine Anez, che era subentrata a Morales. La Bolivia è una delle nazioni più instabili del Sud America, dalla sua indipendenza nel 1825 ha vissuto un impressionante numero di colpi di stato e di rivoluzioni, secondo alcuni calcoli circa 200, più di qualsiasi altro Paese del pianeta.

Bolivia: fallisce tentativo di golpe contro il presidente Arce. Arrestato a La Paz il generale ribelle Zuniga
(foto account X Luis Alberto Arce Catacora-Lucho Arce)

Litio

Le prossime settimane saranno fondamentali per stabilire se l’insurrezione militare del generale Zuniga sia stata solo un incidente isolato. La Bolivia, nonostante la disponibilità di importanti risorse naturali strategiche come il litio, attraversa una fase di crisi economica e di proteste sociali. Arce, già ministro dell’Economia durante il governo Morales, vede nell’ex compagno una minaccia: “Dietro richieste apparentemente legittime, si nasconde un pericolo più grande: la distruzione dello Stato plurinazionale, del nostro modello economico sociale comunitario produttivo e dei sogni degli uomini e delle donne boliviane”. Dopo il fallito golpe, Arce ha ringraziato le “organizzazioni sociali e tutto il popolo boliviano, che sono scesi in piazza, esprimendo il rifiuto del tentativo di colpo di stato, che danneggia l’immagine della Bolivia a livello internazionale e genera inutili incertezze nei momenti in cui i boliviani hanno bisogno di lavorare per far avanzare il Paese. La democrazia vincerà sempre”.





Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

Altro dall'autore

Articoli più letti