Zambia: emergenza black-out, la siccità ferma la diga di Kariba e il Paese africano resta senza energia elettrica

Zambia alle corde per la mancanza di energia elettrica, che sta bloccando il Paese dell’Africa australe senza sbocco sul mare. La siccità provocata dal fenomeno meteorologico conosciuto come El Niño ha ridotto ai minimi le acque del grande bacino artificiale della diga idroelettrica di Kariba, da cui dipende circa l’80% della produzione di energia elettrica del Paese.

Turbine

Le acque del possente fiume Zambesi, il quarto del Continente, non sembrano più bastare a muovere le sei turbine della centrale di Kariba North Bank. Attualmente ne funziona una soltanto, generando solo il 7% della produzione potenziale di 1.080 MW. La crisi è così grave che città e centri abitati restano senza elettricità anche per tre giorni consecutivi. Lo Zambia, che fonda la sua economia sull’estrazione del rame, è tra i paesi più poveri del mondo, con il 70% della popolazione sotto la soglia di povertà. Forte il peso della piaga sanitaria dell’HIV/AIDS, in una delle nazioni più urbanizzate dell’Africa subsahariana. Quasi metà della popolazione vive in città, ma in larga parte senza impiego.

Carbone

A febbraio il presidente Hakainde Hichilema ha dichiarato la siccità un disastro nazionale, “paralizzante”. La crisi finanziaria ha fortemente limitato la capacità del governo di importare energia dai confinanti Mozambico e Sudafrica. Il governo ha installato enormi generatori in alcuni ospedali, mercati e uffici governativi. La gente comune si arrangia, ma anche le bombole di gas per cucinare sono agli sgoccioli. Bar e e ristoranti hanno attivato piccoli generatori e i clienti si affollano principalmente per ricaricare i loro telefoni. Il ministro dell’Energia. Makozo Chikote. ha annunciato che la centrale elettrica a carbone di Maamba Energy è pienamente operativa e dovrebbe fornire agli zambiani almeno tre ore di elettricità al giorno.

Solare

Il governo ha incoraggiato famiglie e aziende a passare all’energia solare e ha abolito le tasse di importazione sulle apparecchiature solari, ma la maggior parte degli zambiani non può permettersi i pannelli solari. È stato proposto un impianto solare galleggiante da 250 MW sul lago Kariba, ma al momento sono stati innanzitutto approvati i piani per costruire una seconda centrale elettrica a carbone, nonostante le preoccupazioni per l’impatto ambientale. La diga di Kariba, probabilmente la più grande del mondo per capacità di bacino, venne costruita alla metà degli anni Cinquanta del secolo scorso da un pool di imprese italiane: Impresit, Girola, Lodigiani e Torno. L’opera, inaugurata nel 1959, è alta 128 metri e lunga 579. Uno sbarramento ad arco in calcestruzzo a doppia curvatura nella gola di Kariba sul fiume Zambesi tra Zambia e Zimbabwe, il suo bacino può contenere più di 189 miliardi di tonnellate d’acqua.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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