Venezuela: Cuba rende onore ai 32 della scorta di Maduro. A Caracas il jackpot della Delta Force vs le ‘Avispas Negras’ de L’Avana

Erano la scorta, la cerchia stretta di sicurezza del presidente venezuelano, Nicolas Maduro. Sono 32 i “combattenti” cubani caduti la notte del 3 gennaio a Caracas, durante il blitz della Delta Force e della Hostage Rescue Team dell’FBI. Il governo de L’Avana ha dichiarato due giorni di lutto nazionale in onore degli elementi delle forze armate e delle agenzie di intelligence dell’isola caraibica in missione internazionalista, uccisi “in azione di combattimento”.

Forze speciali

Cuba, alleata di lunga data del Venezuela bolivariano, forniva istruttori all’esercito venezuelano e la scorta di sicurezza personale a Maduro. Il bilancio totale delle vittime dell’incursione ordinata dal presidente Trump, è al momento di 80 morti, come riferito da un funzionario venezuelano citato dal New York Times, ma non è escluso che il bilancio possa aumentare. Secondo gli analisti a Caracas erano presenti elementi delle forze speciali delle Fuerzas Armadas Revolucionarias de Cuba, le cosiddette ‘Avispas Negras’ addestrati sul modello degli ‘spetsnaz’ russi, e specialisti degli Organos de Seguridad del Estado (OSE), le agenzie di intelligence e controspionaggio cubane. Lo stesso presidente Trump ha detto al New York Post che forze cubane sono state coinvolte nell’operazione ‘Absolute Resolve’: “Sapete, molti cubani hanno perso la vita la scorsa notte. Stavano proteggendo Maduro. Non è stata una buona mossa”.

Condoglianze

Cuba
(foto account FB Partido Comunista de Cuba)

Il governo cubano ha voluto rendere omaggio ai caduti: “in seguito all’attacco criminale perpetrato dal governo degli Stati Uniti contro la sorella Repubblica Bolivariana del Venezuela. Hanno perso la vita in combattimento 32 cubani, che svolgevano missioni in rappresentanza delle Forze Armate Rivoluzionarie e del ministero dell’Interno, su richiesta di organi omologhi” di Caracas. “Fedeli alle loro responsabilità nei confronti della sicurezza e della difesa, i nostri connazionali – prosegue il governo de L’Avana – hanno adempiuto degnamente ed eroicamente il loro dovere e sono caduti, dopo ferrea resistenza, in lotta diretta contro gli attaccanti o in conseguenza dei bombardamenti contro la struttura. Dopo aver verificato la loro identità, i familiari dei nostri compagni caduti sono stati informati e hanno ricevuto le sentite condoglianze e il sostegno del generale d’esercito Raul Castro Ruz, leader della Rivoluzione Cubana, e del primo segretario del Comitato Centrale del Partito e presidente della Repubblica Miguel Diaz-Canel Bermudez. Vittime di un nuovo atto criminale di aggressione e terrorismo di Stato, i combattenti hanno saputo portare avanti con la loro azione eroica, il sentire solidale di milioni di connazionali”.

Imperiale

Cuba
(foto account X @DiazCanelB)

In un post sui social il primo segretario del Partito Comunista e presidente di Cuba Diaz-Canel ha rimarcato: “Onore e gloria ai coraggiosi combattenti cubani caduti di fronte ai terroristi in uniforme imperiale, che hanno rapito e portato via illegalmente dal loro paese il presidente del Venezuela e sua moglie, le cui vite stavano aiutando a proteggere su richiesta di quella nazione sorella. Condivido il dolore e lo sdegno del nostro popolo e in particolare dei cari dei nostri coraggiosi compagni. Nell’abbracciare le loro famiglie e i loro amici in quest’ora tragica, ribadisco il mio profondo affetto, la mia ammirazione e il mio orgoglio per loro e per la loro condotta eroica”. Dopo il fallito golpe del 2002 contro il predecessore di Maduro, il presidente Hugo Chavez, Cuba ha inviato migliaia di medici, infermieri, istruttori sportivi, consiglieri per la sicurezza e agenti dell’intelligence in Venezuela, in cambio di petrolio venezuelano a prezzi agevolati. Maduro, come Chavez, riteneva questi uomini una spalla sicura, fidata anche rispetto alle tentazioni della taglia da 50 milioni di dollari che gli americani avevano messo sulla sua testa.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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