Sudafrica: esercitazioni dei BRICS con navi di Cina, Russia e Iran. Alta tensione tra Ramaphosa e Trump

Si fanno bollenti le acque dell’Africa australe. Il Sudafrica ospita manovre navali dei paesi BRICS, il raggruppamento di economie mondiali emergenti che sfidano l’egemonia USA e occidentale. La partecipazione di navi da guerra provenienti da Cina, Iran e Russia è destinata a mettere ulteriormente a dura prova i rapporti già ai minimi storici tra Sudafrica e Stati Uniti, con l’antipatia personale di Donald Trump per il suo omologo sudafricano Cyril Ramaphosa.

Will for Peace

Le manovre “Will for Peace 2026” si svolgono in uno dei principali corridoi marittimi del mondo, quello del Capo di Buona Speranza, che diventa un’alternativa al Canale di Suez quando l’accesso al Mar Rosso è interrotto, come accaduto per le azioni terroristiche degli Houti. Ufficialmente le esercitazioni sono incentrate sulle “garanzie per la sicurezza della navigazione e delle attività economiche marittime”, oltre al miglioramento dell’interoperabilità tra le forze navali impegnate. Punto di riferimento la principale base navale del Sudafrica a Simon’s Town, nella Penisola del Capo.

Afrikaner

Non è la prima volta che il Sudafrica organizza esercitazioni navali con Cina e Russia. La prima tornata nel 2019, denominata “Mosi” non suscitò grande clamore. Più controverse nel 2023, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, le manovre Mosi II. Il nuovo appuntamento arriva quando l’amministrazione Trump ha messo sotto accusa le autorità sudafricane per non aver protetto la minoranza bianca. Trump ha offerto agli afrikaner lo status di rifugiati negli Stati Uniti. In questo quadro il tycoon ha imposto dazi particolarmente elevati per il grande paese dell’Africa australe e ha sospeso gli aiuti. A nulla è servito il viaggio a Washington di Ramaphosa, accompagnato da alcuni famosi golfisti sudafricani bianchi. Nello Studio Ovale, Trump ha rilanciato le sue accuse e poi ha deciso di non partecipare al vertice del G20 di novembre a Johannesburg.

Coalizione

Una situazione che agita il governo sudafricano di coalizione, dopo che l’ANC, lo storico partito di Mandela che ha portato alla liberazione del paese e alla fine dell’apartheid nel 1994, ha perso nelle ultime elezioni la maggioranza assoluta. Il partito di governo filo-imprenditoriale e filo-occidentale Alleanza Democratica (DA) ha fortemente criticato l’esercitazione navale “Will for Peace”. Il viceministro della Difesa sudafricano, Bantu Holomisa, esponente di una formazione di sinistra scissasi dall’ANC, ha tentato di gettare acqua sul fuoco, sostenendo che le esercitazioni erano state pianificate molto prima dell’attuale impennata di tensioni globali. “Non facciamoci prendere dal panico, perché gli Stati Uniti hanno un problema con alcuni paesi – ha rimarcato -. Concentriamoci sulla cooperazione con i paesi BRICS e assicuriamoci che i nostri mari, in particolare l’Oceano Indiano e l’Atlantico, siano sicuri”.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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