Il più grande progetto di recupero di una specie di felina è stato un successo: la lince iberica o lince pardina non è più a rischio estinzione. La popolazione del raro felino – di dimensioni più ridotte rispetto alla lince europea e con una pelliccia dalle macchie simili a quelle del leopardo – è triplicata in pochi anni, grazie agli sforzi di conservazione. La lince era in declino a causa della caccia, della perdita di habitat idonei e degli incidenti stradali. Nel 2001 il numero degli individui maturi era ridotto soltanto a 62 individui, presenti in una piccola area della Andalusia. Oggi si stima che la popolazione totale, comprese le linci giovani, sia superiore a 2mila esemplari.
Vulnerabile
La scomparsa della lince pardina avrebbe costituito il primo caso di estinzione di felino dai tempi dello Smilodon, la tigre dai denti a sciabola, 10mila anni fa. Tra i fattori di rischio ancora presenti, non trascurabile il fatto che la preda principale, il coniglio selvatico europeo, sta diventando sempre più raro a causa di una epidemia di mixomatosi. Un maschio di lince ha bisogno di un coniglio al giorno, ma una femmina incinta mangia addirittura tre. Resta il fatto che nell’ultima edizione dell’autorevole Lista rossa IUCN, il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali di tutto il globo, la lince iberica è passata dallo stato di specie minacciata di estinzione a “vulnerabile”. Secondo la IUCN, Unione internazionale per la conservazione della natura con sede in Svizzera, la specie “sta continuando la sua significativa ripresa dalla quasi estinzione, grazie ai continui sforzi di conservazione”.
Incendi
Tra le azioni intraprese la protezione e il ripristino della macchia mediterranea e dell’habitat forestale e la riduzione delle morti causate dalle attività umane. Anche l’espansione della diversità genetica della specie attraverso i trasferimenti e i reinserimenti e a un programma di riproduzione ex situ, ovvero fuori dal loro ambiente naturale, è stata fondamentale per aumentare i numeri. Secondo Francisco Javier Salcedo Ortiz, coordinatore del progetto LIFE Lynx-Connect, “rimane abbastanza habitat adatto, affinché la specie possa raggiungere lo stato di completo recupero in 100 anni. Ciò presupponendo che gli sforzi di conservazione continuino con la massima efficacia. Il cambiamento climatico è un fattore preoccupante. Abbiamo visto un aumento degli incendi nell’area del Mediterraneo e l’impatto sulla lince deve ancora essere determinato”.
Conigli
L’esperto del WWF Pérez de Ayala segnala una bizzarria, che lascia intendere i rischi che incombono in Europa sulla fauna selvatica di ogni tipo. “Le cose vanno davvero male per i conigli selvatici. Negli ultimi anni stiamo assistendo a un calo della loro popolazione in Spagna, mentre in Portogallo il loro numero è diminuito a causa delle malattie del 90% in 10 anni. Così nelle aree naturali in cui i conigli e la lince vivono insieme, i predatori probabilmente se la caveranno meglio delle prede. Davvero un singolare paradosso”.
Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.
Imposta in20righe come fonte preferita







