Guerra Ucraina, bombe su ospedale pediatrico a Mariupol. USA escludono ancora no-fly zone

Bombe su di un ospedale pediatrico a Mariupol sotto assedio. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha twittato: “Attacco diretto delle truppe russe all’ospedale di maternità. Persone, bambini sono sotto le macerie. Atrocità!”. Il leader ucraino lancia un nuovo appello alla no-fly zone. “Per quanto ancora il mondo sarà complice ignorando il terrore? Chiudete il cielo in questo momento! Fermate le uccisioni! Ne avete il potere, ma sembra che stiate perdendo umanità”.

Feriti

Fonti dell’amministrazione militare ucraina nella regione orientale di Donetsk parlano di almeno 17 persone ferite nel corso dell’attacco aereo russo. Al momento sembra che nessun piccolo ricoverato sia tra i feriti. “Le forze di occupazione russe hanno sganciato diverse bombe sull’ospedale pediatrico”, afferma un rappresentante del consiglio comunale di Mariupol, “la distruzione è colossale”. Il bombardamento sarebbe avvenuto nonostante Mosca avesse concordato un cessate il fuoco di 12 ore per consentire ai civili di fuggire da sei delle aree dell’Ucraina più colpite dalla guerra in corso. Ufficialmente la Russia ha negato di prendere di mira i civili nelle sue operazioni militari. L’ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani afferma di aver verificato 516 persone uccise tra i civili e 908 ferite. Tuttavia le cifre reali potrebbero essere “notevolmente più alte”. I dati relativi a centri sotto forte attacco come Mariupol, Volnovakha e Izium sono tutti da aggiornare.

Letale

Il ministro degli Esteri britannico, Liz Truss, e il segretario di Stato americano, Antony Blinken, non ritengono possibile la no-fly. Per Truss “il modo migliore per aiutare a proteggere i cieli è attraverso le armi antiaeree, che il Regno Unito fornirà all’Ucraina”. Obiettivo USA, afferma Blinken, “è porre fine alla guerra, non ampliarla. Portare aerei americani nello spazio aereo ucraino porterebbe quasi certamente a un conflitto diretto tra Stati Uniti, Nato e Russia. Ciò prolungherebbe il conflitto e lo renderebbe più letale di quanto non sia già”.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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