Pil a picco causa Covid: Italia -12,4%, Eurozona -12,1%. Dramma Usa -32,9%

Pil a picco dall’Eurozona -12,1% agli Usa, dove si registra un drammatico -32,9%. Gli effetti del Covid si fanno sentire pesantemente sulle economie nel secondo trimestre dell’anno. L’Europa in comune con il Recovery Fund e tutti i Paesi cercano le vie per una non facile ripresa. Stenta – all’incirca nella media europea – anche l’Italia. Si registra una contrazione senza precedenti del Pil del -12,4%. Il valore più basso, segnala l’Istat, dal primo trimestre 1995, periodo di inizio dell’attuale serie storico-statistica.

Germania -10,1%

In Europa la pandemia ha avuto l’impatto più pesante sulla Spagna, con un calo del Pil del 18,5%. Il Pil del Portogallo è crollato del 14,1% e la Francia è al -13,8%. Il -10,1% della Germania viene considerato un dato negativo storico, mai riscontrato nell’economia tedesca del dopoguerra. Sintetizza il commissario europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni: “Tutti i paesi europei hanno avuto conseguenze senza precedenti”. Si tratta di dati gravi, eppure lontani dal quasi incredibile collasso dell’economia americana tra aprile e giugno, con il Paese messo in difficoltà dalla navigazione senza bussola di Trump. In aumento la disoccupazione e il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha chiesto all’amministrazione ulteriori spese per aiutare le famiglie e le imprese americane a superare la crisi “più grave della nostra vita”.

Controtendenza Cina

In questo fosco panorama, in controtendenza viaggia la seconda economia mondiale. Tra aprile e giugno, la Cina è cresciuta del 3,2%, dopo una contrazione del 6,8% nel primo trimestre. Secondo i dati del National Bureau of Statistics (NBS), la ripresa è stata trainata dall’attività industriale e anche l’edilizia sta accelerando. Terminato il duro lockdown, la produzione industriale è cresciuta del 4,4% anno su anno nel secondo trimestre. Positivi pure altri indicatori economici significativi, come le entrate fiscali, il commercio estero e gli investimenti esteri in sostanziale ripresa, soprattutto a giugno. Anche per Pechino resta tuttavia negativo il dato dei consumi. Le vendite al dettaglio sono diminuite del 3,9%, confermando il trend legato all’esplosione del Coronavirus.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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