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mercoledì, 1 Febbraio 2023

Covid, sì Camera a Dpcm e proroga stato emergenza. Maggioranza ok

Disco verde alla Camera, senza drammi per la maggioranza, al nuovo Dpcm per frenare l’epidemia Covid. La mancanza del numero legale si è confermata un fatto tecnico – in ragione dei molti casi di quarantena tra i deputati – e non un dato politico. L’aula di Montecitorio ha detto sì alle nuove misure anti-contagio con 253 voti favorevoli, 3 contrari e 17 astenuti. Il documento e’ stato presentato a seguito delle comunicazioni del ministro della Salute, Roberto Speranza.

Verifica

L’opposizione di destra, che aveva manifestato scompostamente dopo il mancato raggiungimento per due volte del numero legale, ha dovuto rinunciare alla velleità di impedire l’uso obbligatorio delle mascherine. In precedenza già il Senato si era espresso a favore del Dpcm e alla proroga dello stato di emergenza al 31 gennaio del prossimo anno. Quindi, nessuna minaccia alla democrazia. Il governo agisce con la verifica costante da parte del Parlamento. I deputati in isolamento fiduciario dopo i due casi Covid accertati alla Camera sono stati considerati in missione, quindi assenti giustificati. In tal modo si riduce il quorum per il raggiungimento del numero legale. La decisione era stata adottata dalla giunta per il Regolamento di Montecitorio. Il Consiglio dei ministri prenderà atto degli indirizzi del Parlamento.

Multe

Con il nuovo Dpcm viene introdotta l’estensione dell’obbligo indossare le mascherine anche all’aperto. Sono previsti controlli particolarmente attenti e multe da 400 a 1.000 euro per chi si trovi senza protezione. Alle Regioni viene consentito di disporre provvedimenti più restrittivi. È invece tassativamente vietato allentare le maglie delle regole imposte a livello statale. Viene estesa la lista dei Paesi per cui diventa obbligatorio il tampone all’ingresso in Italia. A Croazia, Grecia, Malta, Spagna e sette regioni della Francia, si aggiungono Olanda, Belgio e Regno Unito.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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