Dall’Olanda le prove definitive dell’avvelenamento di Alexei Navalny con un agente nervino. Mosca continua a negare ogni coinvolgimento. Berlino pensa a sanzioni economiche

di Oriana Mariotti

L’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPAC) ha confermato che il dissidente russo, Alexei Navalny, è stato avvelenato con un agente nervino presente nella composizione del Novichok. Il risultato definitivo è stato trasmesso dall’Olanda, dove sono state effettuati i test, alla Germania che li aveva richiesti.

Armi chimiche

Le analisi del sangue e delle urine del dissidente russo hanno evidenziato la presenza di agenti chimici simili a quelli utilizzati per avvelenare le vittime degli attacchi avvenuti nel Regno Unito nel 2018. Il famoso caso Skripal: a Londra un ex agente russo e sua figlia furono avvelenati con gas nervini di origine russa. Si tratta di agenti chimici banditi dalla Convenzione sulle armi chimiche. “Questo risultato costituisce un fattore di grande preoccupazione”, ha dichiarato Fernando Arias, direttore OPAC, “perché l’utilizzo di armi chimiche da chiunque e in qualunque circostanza è non solo deprecabile, ma assolutamente contrario alle norme stabilite dalla Comunità internazionale”.

Germania

È stata Berlino a richiedere l’ausilio tecnico dell’OPAC nella ricerca di prove inequivocabili dell’avvelenamento di Navalny. La Germania ha potuto confermare definitivamente ciò che era già stato rilevato dai suoi laboratori e da quelli di altri enti stranieri, in Svezia e in Francia. “È arrivata dall’OPAC la conferma, inequivocabile e definitiva che Alexei Navalny è stato vittima di un attacco con agente nervino della famiglia del Novichok”, ha affermato il portavoce della cancelliera Angela Merkel da Berlino, aggiungendo che “l’uso di armi chimiche è una questione seria da discutere e che non potrà rimanere senza conseguenze”.

Russia

La posizione della Russia rimane invariata. Il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, ha ripetuto che anche Mosca vuole stabilire la verità sulla vicenda, ma che come nel caso Skripal, le accuse mosse al governo russo sono senza fondamento. Per Lavrov “l’Europa sarebbe diventata così russofobica da non riuscire ad avere una visione ragionata e imparziale dei fatti”. In una intervista alla Bild è lo stesso Navalny a chiedere che l’Ue vieti l’ingresso in Europa e congeli le proprietà “degli oligarchi e degli alti funzionari” vicini al Cremlino. La Germania sta discutendo con i suoi partner che tipo di azioni adottare nei confronti di Mosca dopo il caso Navalny.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.