Hacker

È chiaro: chi per primo arriverà al vaccino avrà enormi vantaggi economici, sociali e sanitari. Così capita che mentre laboratori e centri di ricerca sono impegnati nel decisivo lavoro anti-pandemia, hacker professionisti dalla Corea del Nord e dalla Russia ce la mettano tutta per ‘succhiare’ dati e informazioni. In una prima fase ci sono stati scambi di accuse ‘politiche’, che hanno visto Trump puntare l’indice contro la Cina o Londra accusare l’intelligence russa di aver messo nel mirino la ricerca britannica, incluso il vaccino di Oxford.

Microsoft

Ora una denuncia più circostanziata viene da Microsoft, il colosso informatico creato da Bill Gates, impegnata nello sviluppo di tecnologie di cyber-difesa. “Negli ultimi mesi- mette in guardia l’azienda di Redmond, nell’area metropolitana di Seattle – abbiamo rilevato attacchi informatici contro sette importanti aziende direttamente coinvolte nella ricerca di vaccini e trattamenti contro il Covid-19. Gli obiettivi includono le principali aziende farmaceutiche di Canada, Francia, India, Corea del Sud e Stati Uniti. Gli attacchi provenivano da ‘Strontium’, un attore originario della Russia, e da due attori originari della Corea del Nord, denominati ‘Zinc’ e ‘Cerium'”.

Phishing

Gli hacker russi avrebbero usato la mano pesante, la “forza bruta” informatica, cercando di accedere agli account utilizzando a raffica milioni di password. Più sofisticati i tentativi nord coreani attraverso il cosiddetto “spear phishing”, per l’accesso non autorizzato a dati sensibili. Uno dei gruppi ha inviato e-mail fingendo provenissero da funzionari dell’Organizzazione mondiale della sanità, l’altro mandava false proposte di reclutamento ai ricercatori. Alcuni tentativi di effrazione sono falliti, ma Microsoft ricorda che in qualche caso hanno avuto successo.

Dusseldorf

A rischio non soltanto i segreti aziendali. Quando gli attacchi riguardano strutture sanitarie a essere messa in gioco è la vita umana. In Germania nelle scorse settimane una donna a Dusseldorf sarebbe diventata la prima vittima conosciuta di una incursione informatico contro un ospedale. A causa della violazione del sistema di computer con un attacco ransomware (virus informatici che rendono inaccessibili i dati dei terminali infettati e chiedono un riscatto per ripristinarli), non fu possibile curare in tempo la donna arrivata in gravi condizioni al pronto soccorso.

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