Etiopia Tigray

Le forze governative di Addis Abeba hanno “il pieno controllo” di Macallè, capitale della regione settentrionale del Tigray. Lo ha annunciato via Twitter il primo ministro etiopico, Abiy Ahmed. L’esercito regolare ha raggiunto un obiettivo importante nell’offensiva contro il Fronte di liberazione popolare del Tigray (TPLF). I ribelli autonomisti non hanno al momento confermato gli sviluppi dal fronte. Il conflitto ha già causato centinaia di morti e decine di migliaia di sfollati. Il leader del TPLF, Debretsion Gebremichael, ha detto all’agenzia Reuters che Macallè era sotto “pesanti bombardamenti”.

Divisioni etniche

Prima dell’arrivo al potere di Abiy nel 2018, l’Etiopia era stata guidata ininterrottamente dal 1991 dai leader del TPLF. Abiy – esponente dell’etnia oromo maggioritaria, ma a lungo marginalizzata – ha avviato un programma di riforme e di democratizzazione, impegnandosi a risolvere il conflitto ultraventennale con la confinante Eritrea. Il TPLF ha rifiutato di aderire alla coalizione promossa da Abiy per superare le divisioni etniche e unire il Paese. Nel settembre scorso il TPLF aveva sfidato apertamente Addis Abeba, facendo svolgere elezioni nella regione, vinte con un grande sostegno. Dall’inizio del mese di novembre Abiy Ahmed, premio Nobel per la pace nel 2019, ha avviato una campagna militare contro le mire autonomiste del Tigray. “Sono lieto di annunciare – ha scritto Abiy – che abbiamo completato e cessato le operazioni militari nella regione del Tigray”.

Ricostruire

Macallè è una città di circa mezzo milione di abitanti. “Ora abbiamo davanti a noi il compito fondamentale – ha rilevato il premier – di ricostruire ciò che è stato distrutto” e di favorire il ritorno di quanti “sono sfollati”. Il TPLF, in un comunicato riportata dall’agenzia AFP, ha chiesto alla “comunità internazionale di condannare gli attacchi e i massacri” e ha accusato l’Eritrea di essere coinvolta nelle operazionicontro Macallè. Le due parti in conflitto si lanciano accuse di crimini di guerra. Il governo di Addis Abeba ha denunciato iniziative di pulizia etnica da parte delle forze tigrine nella confinante regione di Amhara. L’ONU parla di emergenza umanitaria in atto. Le autorità di Addis Abeba hanno informato di voler aprire “una via di accesso umanitario” e ribadito l’impegno “a lavorare con le agenzie dell’Onu per proteggere i civili”.

Pace

Secondo il primo ministro Abiy, il TPLF vuole fermare la transizione dell’Etiopia verso la democrazia e la pace con l’Eritrea. In uno storico accordo con il presidente dell’Eritrea, Isaias Afwerki, Abiy aveva rinunciato a ogni pretesa dell’Etiopia sulla città di confine di Badme, epicentro della guerra Etiopia-Eritrea tra il 1998 e il 2000. Ma la sua scelta è stata contestata dal TPLF, che vuole mantenere il controllo su Badme.

(schermata da Al Jazeera)