Vaccini, Paesi ricchi non rinunciano a brevetti. India e Sud Africa chiedono moratoria, la Cina “siano beni pubblici”

I vaccini sono un affare economico e i Paesi ricchi non intendono cedere sulla proprietà dei brevetti. India e Sud Africa hanno proposto un tavolo presso l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), ma la risposta è stata no. La giustificazione? In questo modo verrebbe soffocata l’innovazione. Uno stop, magari temporaneo ai brevetti, avrebbe reso più facile per i Paesi in via di sviluppo produrre vaccini e farmaci anti Covid-19. Secondo Stati Uniti, Gran Bretagna e Unione Europea il blocco soffocherebbe l’innovazione nelle aziende farmaceutiche, privandole dell’incentivo a fare enormi investimenti in ricerca e sviluppo. Ciò sarebbe particolarmente controproducente in presenza dell’attuale pandemia, che richiede ai produttori di farmaci di rimanere sempre sul pezzo per affrontare il virus e le sue mutazioni. Una polemica che si aggiunge a quella sulla destinazione dei vaccini che vede miliardi di dosi destinate ai Paesi ricchi e le poche rimanenze agli altri.

Confini

“Dobbiamo riconoscere che questo virus non conosce confini – ha detto a DW Ellen ‘t Hoen, direttrice di Medicines Law & Policy, ong che intende favorire un maggiore accesso ai farmaci -. Viaggia in tutto il mondo e anche la risposta dovrebbe essere globale. Dovrebbe essere basata sulla solidarietà internazionale e ciò richiede la condivisione del know-how e della tecnologia da parte di coloro che l’hanno in mano”. Thomas Cueni, direttore generale della Federazione internazionale dei produttori e associazioni farmaceutiche (IFPMA), la butta sulla professionalità necessaria a produrre i vaccini. “L’euforia per lo sviluppo di vaccini altamente efficaci ha in qualche modo creato l’impressione che una volta che un vaccino è stato sviluppato, un miliardo di dosi possano essere rilasciate dalle fabbriche premendo un pulsante. Penso che dobbiamo essere consapevoli di quanto sia complessa e difficile la produzione di vaccini”. Le industrie farmaceutiche parlano poi di un livello di collaborazione senza precedenti per garantire un accesso rapido e sicuro ai vaccini alle persone in tutto il mondo. AstraZeneca ha raggiunto un accordo con il più grande produttore di vaccini al mondo, l’India’s Serum Institute. Johnson & Johnson collabora con Aspen Pharmacare del Sud Africa per produrre il suo vaccino, ancora da approvare.

COVAX

Esiste poi la struttura “Covid-19 Vaccine Global Access” (COVAX) sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), per garantire un accesso globale ed equo ai vaccini. La struttura prevede di distribuire 2 miliardi di dosi entro la fine del 2021. Paesi come Cuba, Indonesia, Senegal e Thailandia sarebbero in grado di produrre vaccini. Una parola importante è venuta dalla Cina. Pechino, segnala l’agenzia Xinhua, si impegna a sostenere la natura dei vaccini come beni pubblici globali e a fornirli a prezzi equi e ragionevoli. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, ha detto che “nonostante l’enorme domanda interna di vaccinazioni, la Cina è disposta a lavorare nei limiti delle sue capacità e a compiere sforzi per rendere disponibili e convenienti i vaccini per i Paesi in via di sviluppo, affinché non siano un lusso posseduto solo da pochi Paesi”. Wang si è augurato che i Paesi che hanno realizzato i vaccini “possano svolgere un ruolo attivo e intraprendere azioni concrete per sostenere COVAX, in modo da aiutare i Paesi in via di sviluppo a ricevere i vaccini in tempo e contribuire a sconfiggere la pandemia al più presto”.

Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.

Imposta in20righe come fonte preferita
Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

Altro dall'autore

Segui in20righe come fonte preferita su Google

Imposta fonte preferita

Articoli più letti