Coca Cola
(foto da sito coca-cola.eu)

Coca-Cola in piena transizione ecologica. L’azienda di Atlanta ha avviato i test per una bottiglia di carta. Obiettivo finale eliminare completamente la plastica. Coca-Cola mantiene segreta la sua miscela base inventata dal farmacista John Stith Pemberton nel 1886, ma vuole dare ampia visibilità alla sua svolta green. La bottiglia plastic free riciclabile al 100% presenta parecchie problematiche, dalla capacità di contenere una bevanda fortemente gassata imbottigliata sotto pressione a quella di evitare che fibre possano sfaldarsi nel liquido. Poiché la carta non può entrare in contatto diretto con i liquidi, il piano è quello di utilizzare un rivestimento a base vegetale all’interno della bottiglia. Le bottiglie dovranno poi resistere alla logistica molto spartana del trasporto alimentare. Nella fase iniziale è previsto un tappo a vite in plastica, che con il tempo verrà sostituito da uno interamente di carta.

Scommessa

La scommessa bottiglia di carta è portata avanti da un’azienda danese, la Paper Bottle Company (Paboco). Dopo più di sette anni di lavoro in laboratorio, la prossima estate partirà una prova sul campo. In Ungheria sarà imbottigliata la nuova linea alla frutta adatta ai vegani, Coca-Cola AdeZ. Inizialmente saranno soltanto 2 mila bottiglie, distribuite tramite una catena di vendita al dettaglio locale. “Non puoi progettare soltanto da una scrivania. Quando si intende entrare a far parte del mondo reale – spiega il responsabile commerciale di Paboco, Michael Michelsen – devi ottenere feedback del mondo reale”. Battere la praticità e l’economicità della plastica, oggi anche ampiamente riciclabile, non sarà facile.

Tetra Pak

Ma nella storia c’è un precedente, il successo di Tetra Pak. Il prodotto svedese, mix di cartone e plastica, ha rivoluzionato le confezioni per alimenti nella seconda metà del XX secolo. “Ogni innovazione sostenibile – dice alla BBC Fin Slater, direttore di Packaging Europe magazine – spinge un po’ avanti il limite e accresce la pressione su altri materiali per aumentare la riciclabilità e ridurre l’impronta di carbonio”, la misura della quantità di gas a effetto serra immessi in atmosfera durante le attività umane. La bottiglia di carta avrà quindi in una prima fase un ruolo di nicchia per prodotti di prestigio. Coca-Cola intende raggiungere il traguardo zero rifiuti entro il 2030.

Inquinamento

Ma intanto è stata classificata nel 2020 al primo posto per l’inquinamento da plastica nel mondo. La lista è stilata dalla ong Break Free From Plastic e vede nell’Olimpo anche altri produttori di bevande, come Pepsi e Nestlé. Coca-Cola non è sola nel suo impegno, anche Carlsberg, nota etichetta danese di birra, sta provando prototipi di una bottiglia di carta. E Absolut, la marca svedese di vodka del gruppo francese Pernod Ricard, intende proporre al pubblico di Regno Unito e Svezia alcune migliaia bottiglie di carta della sua bevanda gassata aromatizzata al lampone.

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