(foto sito eni.com)

In epoca di transizione ecologica e di sfide climatiche è fondamentale l’impegno delle compagnie del settore energia. In occasione della recente presentazione alla comunità finanziaria del Piano Strategico dell’azienda per il 2021-2024, l’amministratore delegato di ENI, Claudio Descalzi, ha sottolineato: “ENI rimane fortemente impegnata a ricoprire un ruolo chiave nella sostenibilità e nell’innovazione, promuovendo lo sviluppo sociale ed economico in tutte le sue attività”. La multinazionale italiana dell’energia ha sottolineato Descalzi compie “un ulteriore passo avanti nella trasformazione e ci impegniamo a raggiungere la totale decarbonizzazione di tutti i nostri prodotti e processi entro il 2050. Il nostro piano è concreto, dettagliato, economicamente sostenibile e tecnologicamente realizzabile”.

Descalzi

ENI venne creata come ente pubblico nel 1953 sotto la presidenza di Enrico Mattei. Successivamente convertita in società per azioni, vede la presenza dello Stato italiano nel capitale azionario, con una quota superiore al 30% e la possibilità di esercitare la cosiddetta golden share. Presente in 66 Paesi e con oltre 32 mila dipendenti, ENI – sotto il simbolo del cane a sei zampe – è stato nel 2018 l’ottavo gruppo petrolifero mondiale per giro d’affari. Descalzi ha annunciato “la fusione dei business delle energie rinnovabili e del retail. Con questa nuova realtà, la nostra già ampia base clienti retail crescerà ulteriormente con l’aumento dell’offerta di energia rinnovabile. La combinazione dei nostri business di bio-raffinazione e marketing, inoltre, darà una forte spinta alla mobilità sostenibile. Queste iniziative contribuiranno sensibilmente alla decarbonizzazione dei nostri prodotti e avranno un impatto positivo per i nostri clienti”. Inoltre ENI, “grazie a una forte disciplina finanziaria e una generazione di cassa resiliente” sarà grado “di incrementare la politica di remunerazione, in linea con lo sviluppo strategico del piano”.

Interesse strategico

Fortemente positivo il giudizio di Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli: “L’Italia ora con ENI ha la prima oil company a livello mondiale, madrina di sostenibilità. Siamo orgogliosi di tutto questo. L’azienda con una riduzione di impatto ambientale, è diventata un ‘investment case’ internazionale. Positivo lo scenario analizzato dal management su un prezzo del greggio a 50 dollari a barile, questo vuol dire che in un range minore o maggiore, si resterà in equilibrio per l’economia petrolifera internazionale”. FederPetroli Italia è pronta con i suoi associati è pronta ad attivarsi come fornitori in progetti di energie rinnovabili, settore dove ENI è presente da tempo. Secondo Marsiglia: “La decisione strategica del Gruppo di investire in Libia con progetti su nuove applicazioni porta un valore aggiunto a contrattisti e aziende partecipate nel business. E anche sotto il profilo azionario ENI ci dà soddisfazioni con un alto valore e rendimento aziendale, nonostante la brusca altalena dei prezzi del petrolio”. Per il nostro settore – rileva Marsiglia – “si chiude un 2020 particolare, ma si parte con un 2021 dove l’obiettivo sarà sempre più focalizzato sul mercato dell’energia in Italia e sulla qualifica di aziende per progetti nel Medio Oriente, Africa e location di interesse strategico”.

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