Libia Dbeibah
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Giuramento a Tobruk per il nuovo premier libico, Abdul Hamid Dbeibah, e il suo governo. Compito del nuovo esecutivo transitorio portare la Libia alle elezioni previste il prossimo 24 dicembre. Il governo di unità nazionale è il risultato del lavoro del Forum del dialogo politico libico promosso dall’ONU. Le Nazioni Unite avevano determinato il cessate il fuoco del 23 ottobre 2020, che ha messo fine alla guerra civile tra il governo di Accordo Nazionale (GNA), guidato da Fayez al-Sarraj, e quello rivale della Cirenaica, controllato dal generale Khalifa Haftar. Dbeibah è stato selezionato come premier a Ginevra nel febbraio scorso. Insieme a un Consiglio di presidenza ad interim di tre componenti, guidato da Mohamed al-Menfi.

Donne

Il nuovo governo ha giurato davanti alla Camera dei Rappresentanti libica, che gli aveva votato la fiducia il 10 marzo. Due tra i principali portafogli, Esteri e Giustizia, sono stati affidati per la prima volta a due donne. Il Paese nordafricano è precipitato nel caos dopo il rovesciamento del regime del colonnello Muammar Gheddafi nel 2011. Sono seguite due guerre civili, con forti ingerenze straniere. Nell’ultimo conflitto il GNA, che aveva avuto il riconoscimento delle Nazioni Unite, è stato sostenuto dalla Turchia, mentre Haftar è stato appoggiato da Emirati Arabi Uniti, Egitto, Francia e Russia. Attualmente sono presenti in Libia circa 20 mila tra mercenari e foreign fighters, oltre a milizie di varie tendenze. Quella di Dbeibah di riunificare il paese e di portarlo a regolari elezioni è stata definita una opportunità “storica”.

Calcio

Dbeibah, 61 anni, ricco uomo d’affari della città occidentale di Misurata, è stato boss dell’Al-Ittihad, la più famosa squadra di calcio della Libia. Responsabile di importanti commesse pubbliche durante il regime di Gheddafi, è considerato legato al presidente turco Erdogan. I suoi rivali lo hanno avvicinato a casi di corruzione e segnalato simpatie per i Fratelli Musulmani. Al-Sarraj si è detto “completamente pronto a consegnare” il potere e Haftar ha offerto “il sostegno delle forze armate per il processo di pace”.

Petrolio

Dbeibah si è impegnato a combattere la crisi del coronavirus e ha subito adottato misure anticorruzione, congelando i fondi di investimento di proprietà statale. La Libia, con una popolazione di 7 milioni di abitanti, dispone delle più grandi riserve accertate di petrolio dell’Africa. Nonostante ciò è impantanata in una grave crisi economica, con disoccupazione in aumento, inflazione e corruzione endemica. Il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha invitato tutte le forze straniere a lasciare il Paese “senza ulteriori indugi”.